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Traffico animali selvatici e wet market: “Vanno fermati”. Intervista a Martina Pluda, direttrice HSI Italia

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In due città della Cina è stato vietato il consumo di carne di cane, gatto e animali selvatici. Ma si è solo all’inizio per fermare questa brutalità, pericolosa anche per la salute dell’uomo. Come la SARS nel 2003 non è escluso che il covid-19 sia partito da un wet market. “Se non li fermiamo ora la domanda da porsi è non se accadrà la prossima pandemia ma quando”. Intervista a Martina Pluda, direttrice Humane Society International Italia.

Il divieto di consumo di carne di cane, gatto e animali selvatici è arrivato finalmente in due città della Cina. E intanto si riapre il dibattito sui wet market, i mercati bagnati dal sangue, e non si esclude che il covid-19 possa essere partito da uno di questi mercati a Whuan, in Cina.

Il traffico di animali selvatici è letale non solo per gli animali coinvolti ma anche per l’essere umano. Ecco perché l’associazione Humane Society International/Italia che si occupa della protezione degli animali nell’Unione Europea ha chiesto ai governi di impegnarsi per vietare totalmente il commercio.

Martina Pluda, direttrice di Humane Society International Italia, ci ha spiegato cosa si nasconde dietro questo commercio di animali maltratti e uccisi, oltre alle conseguenze per la salute degli essere umani. 

 VIDEO INTERVISTA MARTINA PLUDA

Quanti cani e gatti vengono macellati ogni anno? 

In realtà ci sono due notizie positive che ci arrivano dalla Cina. La prima è il divieto sul consumo carne di cane e di gatto di Schenzen ma anche della città di Zhuhai annunciato  la settimana scorsa. E poi la prima dichiarazione storica del governo cinese, più precisamente del Ministero dell’Agricoltura, in merito allo status di cani e gatti quali animali d’affezione e non bestiame. In questa lista ministeriale sono elencati gli animali da considerarsi commestibili e fortunatamente non ci sono i cani e gatti. Queste notizie sono il primo passo per poter finalmente vedere azzerati i numeri dei cani e dei gatti che ogni anno vengono macellati per la loro carne. Secondo stime si parla di almeno 10 milioni di cani e circa 4 milioni di gatti che solo in Cina vengono uccisi per il consumo di carne.

Cina, Zhuhai è la seconda città a vietare il consumo di carne di cani e gatti

Ma in tutta l’Asia i numeri sono molto più alti. Noi stimiamo che si parli di almeno 30 milioni di animali ma sono stime perché non ci sono dati ufficiali visto che in gran parte questo commercio è comunque illegale. Ci sono animali che vengono allevati appositamente ma tantissimi cani e gatti sono randagi e vengono catturati in strada oppure animali da compagnia che vengono rubati dai loro proprietari. Gli animali vengono catturati, messi in delle gabbie sovraffollate, trasportati per ore a volta anche per giorni, fino ad arrivare ai mercati o ai macelli dove vengono poi uccisi in maniera veramente brutale, affogati, strangolati, bruciati con il lanciafiamme, a volte anche fucilati vivi. E’ una pratica che non è diffusa solamente in Cina ma anche in altri paesi dell’Asia, come ad esempio in Vietnam, Indonesia, Corea del Sud. 

Da anni Humane Society International sta lavorando in prima linea per porre fine a questa crudeltà. Ci adoperiamo per chiudere gli allevamenti e con dei partners, sia locali che internazionali, cerchiamo delle nuove famiglie per gli animali che riusciamo a salvare, facciamo pressione sui governi di questi paesi per riuscire a vietare in maniera definitiva questo commercio. E poi lavoriamo anche con i commercianti in modo da riuscire ad aiutarli a trovare un modello di business alternativo. Ma il sostegno di tutti è fondamentale per riuscire a a fare questo tipo di lavoro. Vi invito a firmare la nostra petizione.

FIRMA LA PETIZIONE HSI

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La pandemia in corso ha riaperto il dibattito sui wet market e non è escluso che il covid-19 sia partito proprio da uno di questi a Whuan in Cina.

Sebbene le origini esatte siano ancora in parte sconosciute, sembra proprio che la diffusione di questo virus abbia legami con questo mercato alimentare di Whuan che è appunto un wet market. Si tratta di mercati diffusi in particolar modo in Asia dove vengono venduti tutti i tipi di animali, sia vivi che morti, spesso catturati in natura. Sono animali che vengono tenuti in gabbie microscopiche a contatto tra loro, con le feci e con il sangue degli altri animali già macellati. Non ci sono assolutamente norme igieniche, gli animali sono nella maggior parte dei casi chiaramente traumatizzati, molto stressati e a volte anche malati. Una volta che l’acquirente fa la sua scelta l’animale viene poi macellato in loco, come mostrano le immagini che si trovano sul web.

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Questi mercati sono una vera e propria minaccia per la salute pubblica ed offrono le condizioni ideali per permettere a diversi virus di svilupparsi, di propagarsi e poi di fare il salto di specie che si pensa quello che sia appunto successo in questo caso. Ma non è nulla di nuovo, è già successo in passato. Ad esempio nel 2003 la SARS si ritiene sia stata trasmessa proprio all’uomo dalla carne di zibetto che era in vendita in uno di questi mercati. Se avessimo appreso la lezione allora e chiuso questi mercati definitivamente, forse il covid-19 non si sarebbe mai verificato. Se non li fermiamo ora la domanda da porsi è non se accadrà la prossima pandemia ma quando. 

Per quale motivo festival come quello di Yulin non sono stati ancora fermati?

La maggior parte delle persone in Cina non mangia abitualmente i cani, in realtà il consumo di carne di cane è legato più ad un’occasione speciale. I dati che abbiamo indicano che solo raramente il 20% dei cinesi consuma la carne di cane.  Abbiamo fatto un sondaggio nel 2016 che ha rivelato che il 64% dei cittadini cinesi vuole che il festival di Yulin venga fermato ma c’è ancora un’alta percentuale che la pensa diversamente. Sempre secondo questo sondaggio, poco più della metà, quindi parliamo solo del 51,7%, ritiene che il commercio di carne di cane vada vietato completamente, quindi c’è un’opinione pubblica abbastanza divisa sull’argomento. Spesso si parla della carne di cane come una tradizione ma da parte nostra la riteniamo più un’abitudine alimentare e come tale è difficile da cambiare se non c’è la volontà dell’individuo. Questo festival è nato soltanto nel 2010 come occasione di business per i commercianti di cani. Quindi doveva nascere o è nato con l’idea di creare un evento culturale che si potesse ripetere nel tempo ma si è trasformato in realtà in una catastrofe reputazionale per la città di Yulin enorme.

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A quali fake news dobbiamo stare attenti in merito alla questione animali domestici e covid-19?

Non ci sono assolutamente prove scientifiche per sostenere che gli animali come cani e gatti possono trasmettere il virus all’uomo e questa affermazione la fa l’Organizzazione Mondiale della sanità e l’Organizzazione Mondiale della Sanità animale, quindi fonti attendibili e serie. Non c’è bisogno di preoccuparsi o ancora peggio di abbandonare i propri animali che sono anche essi membri della famiglia e come tali vanno chiaramente trattati. E comunque raccomandabile seguire alcune norme igieniche di base, come lavarsi le mani prima e dopo aver accarezzato i propri animali, evitare di farsi leccare o dare i bacini sul muso. E poi soprattutto pulirgli le zampe dopo essere stati fuori con acqua e sapone. E’ una situazione in divenire quindi consigliamo a tutti di seguire le fonti quelle più attendibili, come l’OMS, l’OIE e il Ministero della Salute che diffondono informazioni serie e senza fare allarmismi. E poi concludo ricordando a tutti che anche gli animali chiaramente soffrono a stare dentro rinchiusi per così tanti giorni, quindi cercate di compensare come potete, con sessioni di gioco più lunghe e alternative stando in casa.

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In queste settimane è uscita una nuova docuserie di Netflix “Tiger King”. Ma l’HSI aveva già documentato e condannato le condizioni di vita di animali allevati per fornire cuccioli per servizi fotografici. 

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Cosa sono le sessioni di play time e il progetto di legge Big Cat Public Safety Act?

E’ da anni che i nostri investigatori americani seguono diverse strutture negli Stati Uniti, incluse quelle mostrate da Tiger King, documentando un sistema di abusi e maltrattamenti sugli animali fondato soltanto sul profitto economico. Per questo motivo abbiamo da sempre sostenuto e spinto l’approvazione del Big Cat Public Safety Act, un progetto di legge americano per vietare a livello federale, quindi nazionale, il possesso di grandi felini, come tigri e leoni, come animali da compagnia da parte di privati cittadini.

Questo progetto di legge include anche un divieto sull’interazione di questi animali con i visitatori. Ciò permetterebbe di fermare l’allevamento indiscriminato di cuccioli da esibire e usare per le sessioni di play time, ovvero sessioni di gioco dove i visitatori hanno la possibilità di interagire con questi animali. Possono coccolarli, farsi delle foto, dar loro da mangiare, e parliamo soprattutto di cuccioli. Si tratta di un’interazione innaturale, questi cuccioli vengono strappati subito dalle loro madri e tutto ciò diventa una vera e propria macchina da soldi. Una volta che questi animali crescono, nonostante siano stati allevati, devono poi “sparire” perché pericolosi. Molto spesso infatti vengono uccisi o venduti entrando nel traffico di specie protette o rimangono in queste strutture rinchiusi a vita. Ci sono più tigri in cattività che in natura. Non visitate questi zoo che offrono un’interazione con gli animali perché ciò che per i visitatori è un divertimento di una paio di ore rappresenta invece una vita di sofferenza per questi animali

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