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Coronavirus, Greta Thunberg applaude il piano Strade Aperte di Milano

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Greta Thunberg ha utilizzato Twitter per citare un articolo del Guardian in cui viene descritto il piano Strade Aperte di Milano, con il quale la città vuole ridurre il traffico e il sovraffollamento dei mezzi pubblici.

La giovane attivista svedese Greta Thunberg ha riportato un articolo del Guardian, elogiando il piano Strade Aperte a cui sta lavorando la città di Milano per ridurre il numero di veicoli in circolazione e allo stesso tempo evitare il sovraffollamento dei mezzi pubblici. Greta ha riportato l’articolo su Twitter, citando: “Milano sta per introdurre uno degli schemi di utilizzo delle strade pubbliche più ambiziosi d’Europa”.

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Come spiegato dal Guardian, Milano e la Lombardia sono tra le aree più inquinate d’Europa e allo stesso tempo le più colpite dal coronavirus. Durante la quarantena imposta a livello nazionale, il traffico è diminuito e con esso anche l’inquinamento. Ora le autorità vogliono preparare la città al ritorno dei milanesi, cercando allo stesso tempo di ridurre la circolazione delle autovetture e lo smog ma allo stesso tempo evitare il sovraffollamento dei mezzi pubblici. Il comune quindi ha annunciato che 35 km di strade della città saranno riconvertite durante l’estate, espandendo le piste ciclabili e le isole pedonali per tutelare la sicurezza dei residenti una volta che la crisi del COVID-19 sarà terminata. Il piano Strade Aperte, annunciato martedì e descritto su Facebook dall’assessore alla mobilità e ai lavori pubblici Marco Granelli, includerà piste ciclabili a basso costo, nuovi marciapiedi, limiti di velocità a 30 km/h e isole pedonali.

Granelli ha spiegato: “Abbiamo lavorato per anni per ridurre l’utilizzo delle automobili. Se tutti utilizzano la propria vettura non c’è spazio per le persone, spazio per muoversi, spazio per le attività commerciali all’aperto. Ovviamente vogliamo far ripartire l’economia ma pensiamo sia necessario farlo su basi differenti. Dobbiamo immaginare Milano in una nuova situazione. Dobbiamo essere pronti; è questo il motivo per cui è cosi importante difendere ogni parte dell’economia per supportare bar, artigiani e ristoranti. Quando sarà finita, le città con questo tipo di economia avranno un vantaggio e Milano vuole far parte di questa categoria”. Il 55% della popolazione di Milano utilizza i mezzi pubblici per andare a lavoro. La distanza media degli spostamenti è di meno di 4km, il che rende possibile per i residenti utilizzare forme di spostamento attive al posto delle macchine. I lavori potrebbero iniziare da Corso Buenos Aires all’inizio di maggio ed essere completati entro la fine dell’estate.

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Janette Sadik-Khan, ex commisario dei trasporti per la Città di New York che sta collaborando con città come Bogota e Milano per i progetti di infrastrutture pubbliche, pensa che Milano, avendo un mese di vantaggio sulla pandemia rispetto alle altre parti del mondi, possa fare da apripista per le altre città: “Molte città e nazioni sono state definite da come hanno risposto ad eventi storici, che siano questi politici, sociali o di ricostruzione. Il piano di Milano è così ambizioso da poter diventare un esempio di come far ripartire le altre città. Si tratta di un’opportunità unica per dare un volto nuovo alle strade e assicurarci di ottenere l’obiettivo che ci siamo imposti: far circolare velocemente le auto, rendendo possibile per tutti spostarsi in modo sicuro. So che guarderemo a Milano come esempio per New York”.

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Pierfrancesco Maran, assessore all’Urbanistica, ha commentato: “Dobbiamo accettare che per mesi o per anni ci sarà una nuova normalità e dobbiamo creare le condizioni per permettere a chiunque di conviverci. Penso che nei prossimi mesi a Milano, in Italia e in Europa bisognerà decidere il futuro dei prossimi dieci anni. Prima stavamo pianificando per il 2030; ora la nuova fase la chiamiamo 2020. Invece di pensare al futuro, dobbiamo pensare al presente”.

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