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Plastic Tax e Sugar Tax, qual è la soluzione giusta? Il Governo riflette su rinvio

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Plastic Tax e Sugar tax tornano a far parlare di loro in vista dell’emanazione del prossimo decreto da parte del Governo. L’Esecutivo infatti, con l’obiettivo di dare più respiro alle imprese colpite dal diffondersi del coronavirus, sta valutando se rinviare o eliminare la plastic tax e la sugar tax inserite con l’ultima Legge di Bilancio e che dovevano entrare in vigore rispettivamente a luglio ed a ottobre.

La plastic Tax aveva già tenuto alta la tensione all’interno del Governo che era riuscito a trovare una mediazione spostando l’entrata in vigore della tassa ( 0.45 centesimi al chilogrammo) a luglio 2020.

Serve al paese? In che termini serve? Se ne sta discutendo – ha detto il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costadato che le tasse sono una prerogativa del Ministero dell’Economia,  che sente il Ministero dell’Ambiente, io ho rappresentato al Ministro Gualtieri di fare una riflessione. Una riflessione sentendo il territorio, gli stakeholder, i soggetti  interessati e stabilendo delle opzioni”.

Il Ministro Costa fa poi un esempio: “potrebbe essere un’idea che non si toglie la plastic tax ma casomai la si rinvia al primo gennaio dell’anno prossimo. Non lo so. Ci sono una serie di opzioni sulle quali si sta ragionando. L’importante è che sia una riflessione non ideologica, ma laica. Cioè, cosa serve in questo momento al Paese senza danneggiare l’ambiente”.

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Ma questa riflessione si è subito trasformata in un appello da parte di Confindustria e dell’associazione Assobibe, che rappresenta le imprese che producono e vendono bevande analcoliche in Italia, che chiedono al Governo di sospendere subito Sugar Tax e Plastic Tax “per evitare il tracollo delle aziende” e non mettere “a rischio gli 80.000 posti di lavoro della filiera”.

Appello sottoscritto e rimarcato anche da Luca Busi, ad di Sibeg, l’azienda che imbottiglia Coca-Cola in Sicilia: “La sugar e la plastica tax sono un ulteriore schiaffo per le imprese: vogliamo sostegni e sistemi di garanzia, non condanne a morte”.

“Dal 23 marzo ci sono 319 dipendenti in cassa integrazione. Chiediamo al premier Conte l’abolizione delle due tasse, le uniche ancora in piedi, per un settore che sta soffocando” – ha osservato Busi, facendo presente le difficoltà tra “lockdown e blocco di bar, ristoranti, pub e attività commerciali; crollo della domanda con stima del meno 40% di fatturato nel prossimo trimestre, sfiducia e perdita di liquidità”.

“Come tutti in questo momento – ha aggiunto – stiamo pagando un prezzo davvero alto a causa dell’emergenza sanitaria in atto, non possiamo rischiare una vera e propria condanna a morte con l’applicazione di sugar e plastic tax”.

A ribadire il loro no all’introduzione della Plastic Tax è anche Co.Re.Pla., il consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo ed il recupero degli imballaggi in plastica: “La plastic tax così com’è stata definita è di difficilissima implementazione” – ha spiegato il presidente Corepla, Antonello Ciotti.

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Cosa dice la Plastic Tax? – ha aggiunto Ciotti – dice innanzitutto che tutta la materia prima vergine debba innanzitutto debba essere tassata con €450 a tonnellata e questo è stato fatto in modo da spingere i produttori ad utilizzare più riciclo. Il problema grande è che da un manufatto, qualunque esso sia, definire a posteriori quanto è il contenuto di riciclo è tecnicamente impossibile”.

“Noi ci chiediamo come si farà implementare questa tassa con tutti i prodotti che vengono dall’estero,  perché è chiaro che gli imprenditori dell’estro potrebbero essere intenzionati o spinti a dichiarare un contenuto di riciclato più elevato rispetto a quello realmente esistente.  Ecco allora – ha poi concluso il presidente Corepla – che noi temiamo che una tassa di così difficile controllo sia estremamente negativa per industria perché non spinge l’industria italiana a fare innovazione e non spinge il consumatore a fare più raccolta differenziata. Questi sono i due punti principali: innovazione ed il consumatore che inizi e fare più raccolta. Questa tassa punisce il consumatore perché poi alla fine dovrà pagarla lui e non spingere l’industria ad innovarsi”.

In una nota congiunta Rossella Muroni (LeU) e Lorenzo Fioramonti (Gruppo Misto) si scagliano contro l’ipotesi di sospensione o cancellazione:

Rimangiarsi la plastic-tax nell’emergenza coronavirus sarebbe un errore madornale – hanno affermato i due parlamentari – capiamo la riflessione aperta nel governo sulle misure che possono aiutare il Paese a ripartire, ma sospendere o cancellare la plastic-tax sarebbe un clamoroso ritorno al passato. Sbaglia chi nella maggioranza ha la tentazione di cedere. Tanto più che una tassa sulla plastica monouso fatta bene, modulata e che escluda i prodotti compostabili, in plastica riciclata e presidi sanitari, è giusta perché orienta la produzione e i consumi verso stili di vita più sostenibili. Ricordiamo poi che la plastic-tax già esiste in altri Paesi“.

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“Irricevibili – si legge ancora – le false soluzioni spacciate dalla destra italiana che con la Lega propone vergognosi condoni edilizi e fiscali e con FdI chiede di dirottare tutte le risorse dal Green Deal europeo all’emergenza. Come se non fosse già scritto nella storia quanto i condoni hanno devastato conti pubblici, legalità, territorio e sicurezza dei cittadini. E come se non fosse evidente che le emergenze del nostro tempo, dalla crisi climatica alla pandemia in corso, sono legate al nostro modello di sviluppo e ai fossili. Al contrario, ora più che mai – hanno aggiunto Fioramonti e Muroni – abbiamo bisogno del Green Deal per uscire dalla crisi e rilanciare la nostra economia puntando su innovazione amica dell’ambiente, rinnovabili, efficienza, modello circolare ed equità. Ossia su uno sviluppo sostenibile e proprio per questo più competitivo”.

“Al Governo – hanno concluso Muroni e Fioramonti – chiediamo di mantenere la rotta del Green deal e di non inseguire la destra nel campo ‘tutto è lecito nel nome del Pil’. Questa crisi ci dimostra, ancora una volta, che l’unica crescita possibile in futuro sarà quella che mette al centro la salute delle persone e dell’ambiente”.

 

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