Lav lancia la #sfidagreen a 5 sindaci in 5 grandi città simbolo: “Meno carne nelle mense, meno smog”

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“Esporremo il nostro studio e speriamo di poter dire nei prossimi giorni che il sindaco Gualtieri abbia accolto la sfida di rendere questa città meno inquinata attraverso una scelta alimentare più consapevole”, Gianluca Felicetti, presidente Lav. La sfida green lancia a Gualtieri ed altri 4 sindaci delle città simbolo d’Italia.

“Meno carne nelle mense, meno smog in città”: questo il messaggio comparso oggi a Roma, Milano, Torino, Bologna e Napoli su grandi manifesti con il volto dei cinque Sindaci neoeletti, che hanno attraversato i centri storici delle città su biciclette e vele elettriche.

LAV chiede a Gualtieri, Sala, Lo Russo, Lepore e Manfredi di accettare la #SfidaGreen e di:

  • impegnar sia ridurre del 20% il consumo di carne nelle mense pubbliche di loro competenza nei prossimi 4 anni;
  • istituire un giorno a settimana 100% vegetale in tutti gli esercizi di ristorazione afferenti alle loro Amministrazioni.

Oggi in Piazza del Campidoglio a Roma presente Gianluca Felicetti, il presidente della LAV (Lega Anti Vivisezione): “Chiediamo di contrastare i cambiamenti climatici e l’inquinamento in città anche attraverso la riduzione del consumo di carne. Gli organismi scientifici internazionali hanno dimostrato e dicono da anni che gli allevamenti intensivi concorrono per percentuali molto alte alla diffusione dell’anidride carbonica e del metano. Un modo per salvare gli animali, che è l’essenza etica di LAV, ma anche per la tutela della salute ed avere città più vivibili è doveroso mettere mano su diversi interventi tra cui il consumo della carne nelle mense pubbliche e scolastiche”.

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E aggiunge: “Abbiamo realizzato uno studio partendo dai dati del consumo nelle mense scolastiche di Roma, sono pasti che vengono serviti ogni giorno in una quantità quasi pari a 140mila. Saremo ricevuti in Campidoglio per esporre il nostro studio e speriamo di poter dire nei prossimi giorni che il sindaco Gualtieri abbia accolto la sfida di rendere questa città meno inquinata attraverso una scelta alimentare più consapevole“.

Il mercato della carne è diventato uno dei peggiori agenti inquinanti del pianeta. Ci vogliono 15mila litri per fare un kg di carne, un kg di carne muove 30kg di Co2. Il mondo non può avere le risorse infinite. Siano benedette questa e tutte le altre attività che tendono a difendere i diritti degli animali”, commenta Massimo Wertmuller, attore e attento alle tematiche ambientali e della tutela e dei diritti degli animali.

“Meno carne nelle mense, meno smog in città”, i dati

Nel nostro Paese le Amministrazioni locali tramite appalti o aziende municipali – garantiscono il sistema di ristorazione collettiva ad un’ampia varietà di strutture pubbliche, in particolare le scuole, i numeri complessivi si aggirano intorno al miliardo e mezzo di pasti ogni anno. 

Come ribadito sempre più spesso da organismi scientifici e Istituzioni a livello globale, una per tutte la FAO, gli allevamenti e la zootecnia causano il 14,5% delle emissioni climalteranti originate da attività umane.

La ricerca Il costo nascosto del consumo di carne in Italia: impatti ambientali e sanitari,  prima ricognizione del ciclo di produzione della carne nel nostro Paese, diffusa da LAV nella primavera del 2021, ha evidenziato che in un anno, le emissioni di CO2 equivalente associate al ciclo della sola carne bovina equivalgono a oltre 18 milioni di tonnellate, una misura di danno stimata in oltre 2 miliardi di euro. Se si aggiungono le emissioni legate alla produzione e consumo di carne di maiale, di pollo e di tacchino, si raggiungono i 40 milioni di tonnellate anno di CO2 eq. Si tratta di un volume di emissioni paragonabile a quello delle centrali a carbone italiane, nel loro periodo di maggiore produzione.

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Considerati il numero di pasti distribuiti dalla ristorazione collettiva pubblica e l’impegno a cui sono chiamate le Amministrazioni locali in termini di raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030, LAV ha chiesto ai Comuni delle 5 città più grandi del Paese di rendere pubblici i dati sui quantitativi di carne (bovino, suino, suino lavorato e pollo/tacchino) distribuiti nelle mense di loro competenza.

LAV ha quindi analizzato, utilizzando e rielaborando i dati reperiti sui canali istituzionali cittadini, l’impatto del consumo di carne della ristorazione collettiva pubblica di Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna.

In totale, le cinque città consumano quasi 1 milione e 500 mila kg di carne l’anno nelle loro mense, con un’impronta ambientale e sanitaria che “vale” oltre 13 milioni e 800 mila euro. A questo consumo annuale complessivo di carne sono da ricondurre emissioni (e impatti ambientali) stimabili in 22 mila tonnellate di emissioni di gas serra, a 314 tonnellate di inquinanti equivalenti all’anidride solforosa responsabile dell’acidificazione terrestre, a  113 tonnellate di azoto, causa dell’eutrofizzazione marina, a 52 tonnellate di particolato Pm10, dannoso per la salute, gli edifici e la visibilità, 344 tonnellate di 1,4 di cloro benzene, responsabile dell’ecotossicità terrestre.  Inoltre, si rileva un’occupazione del suolo pari a 18.483.529 m2 e l’utilizzo di 354.894.248 litri d’acqua.

In particolare, rispetto ai vari parametri, Torino risultava essere la più impattante, anche se nel 2021 sono stati fatti dei passi avanti, e Milano la più attenta e attiva. (Dossier allegato, vedi media kit)

Accettando la #SfidaGreen e impegnandosi a ridurre del 20% il consumo di carne nelle mense pubbliche di loro competenza nei i prossimi 4 anni e ad istituire un giorno a settimana 100% vegetale in tutte le mense afferenti alle loro Amministrazioni i 5 Sindaci – 4 recentemente eletti e al primo cittadino di Milano che ha visto la propria riconferma – inizierebbero il loro mandato orientandosi verso un risparmio totale di quasi 2 milioni e 800 mila euro. E ciò equivarrebbe (soprattutto) a salvare la vita di oltre 85 mila animali. 

Per chiedere al tuo Sindaco di accettare la #SfidaGreen firma ora su: www.lav.it/sfidagreen  

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