In una fattoria in Turchia fanno indossare alle mucche un visore VR così che la visione di prati soleggiati le stimoli a produrre più latte. Bianchi (LAV): “Crudele manipolazione”

Bovini con visori VR per la realtà aumentata. Non è una trovata per rendere le mucche più tecnologiche ma solo per far produrre loro più latte. 

La notizia, pubblicata da Newsweek, arriva da una fattoria in Turchia dove si è deciso di far indossare ai bovini degli speciali visori progettati in Russia appositamente per questo tipo di animali. I visori coprono entrambi gli occhi delle mucche e trasmettono immagini di prati verdi e soleggiati. 

L’obiettivo dichiarato è quello di rendere più rilassati gli animali così che possano produrre più latte. Nient’altro che un metodo per aumentare la produttività dell’animale, insomma.

Il primo ad utilizzare questo tipo di stratagemma è l’allevatore turco Izzet Kocak che ha deciso di sperimentare i visori su due mucche della fattoria.

L’allevatore ha spiegato che durante l’inverno a causa delle condizioni meteorologiche e dei prati, le mucche sono costrette a vivere intrappolate in gabbie di metallo. Una situazione che provoca senz’altro stress agli animali. Da qui l’idea di dar loro un po’ di sollievo attraverso la visione di panorami rilassanti.

Visori VR alle mucche, perché permettono loro di produrre più latte

Il motivo che sta alla base della scelta di utilizzare questi visori per permettere alle mucche di produrre più latte è scientifico. “Lo stress negli allevamenti intensivi – spiega a TeleAmbiente l’etologa Chiara Grasso – altera tutti gli equilibri ormonali e fisiologici degli animali”.

Dunque, spiega l’esperta, fattori come “spazi ristretti in primis ma anche la mancanza di stimoli, la deprivazione sensoriale e sociale, i ritmi a cui sono sottoposti, la paura, i rumori e la mancanza di libertà di scelta sono fattori che creano nell’animale uno stato di stress cronico che a livello endocrino (ormonale) si riflette in un aumento dell’ormone dello stress: il cortisolo”.

Ma per la produzione di latte, spiega la dottoressa Grasso, “in tutti i mammiferi è necessaria la secrezione di ossitocina, l’ormone dell’amore. L’ossitocina crea un circuito causa-effetto con il benessere. Maggior benessere, maggior ossitocina; maggior ossitocina, minore stress”.

“È quindi probabile – conclude la dottoressa – che alla base della maggior produzione di latte in risposta alla visione di questi filmati e immagini di campi aperti, ci sia proprio una condizione di relax da parte delle vacche, che in quel momento rilasciano meno cortisolo e più ossitocina, aumentando quindi la produzione di latte, avendo diminuito momentaneamente lo stress e aumentato il loro livello di benessere”.

L’esperimento in effetti pare funzionare. I due bovini – assicura l’allevatore turco – producono 27 litri di latte al giorno in media, contro i 22 litri prodotti prima dell’utilizzo dei visori per la realtà aumentata.

Clima, temperature record in Argentina: “È il posto più caldo della terra”

Visori ai bovini per produrre più latte, LAV: “Crudele manipolazione”

L’idea di fornire alle mucche dei visori per ricreare un ambiente più naturale e simile a quello in cui vivrebbero i bovini non è piaciuta agli animalisti. Lorenza Bianchi, Responsabile Area Animali negli Allevamenti LAV, contattata da TeleAmbiente ha parlato di “vero controsenso e crudele manipolazione”.

“Oltre a negare alle mucche la possibilità di mettere in atto comportamenti naturali, come brucare ed interagire liberamente con i propri simili – ha dichiarato la dottoressa Bianchi – viene fornito loro un surrogato di ciò con l’ausilio di dispositivi tecnologici per indurle ad aumentare la produzione di latte senza però migliorare in alcun modo le loro condizioni di vita: in poche parole, oltre al danno la beffa”.

“Un’idea perfettamente in linea con lo sfruttamento di esseri senzienti, che va nella direzione opposta rispetto al cambiamento necessario di produzione e consumo alimentare, che si deve basare sul pieno riconoscimento della crudeltà intrinseca nell’allevamento e sulla necessità di scegliere diete vegetali non solo a fini etici, ma anche per motivi ambientali, climatici e di salute”, ha concluso la dottoressa Bianchi.

Usa, il virologo Fauci studierà l’HIV rendendo transgender (con degli ormoni) delle scimmie

Articolo precedenteRoma, raccolta fondi per salvare il parco di Montesacro dalla cocciniglia
Articolo successivoGermania, Scholz: “Giusto uscire dal nucleare, puntiamo sulle rinnovabili”