La Lega Antivivisezione ha attaccato la manovra 2022 perché non conterrebbe misure a favore di cani e gatti domestici

Nonostante alcune proposte arrivate da più parti, alla fine nella legge di bilancio 2022 sono rimaste fuori diverse misure a favore delle famiglie economicamente fragili per la cura degli animali domestici.

“Una vera ingiustizia per gli animali che può ripercuotersi negativamente sulla loro salute e perfino aprire loro la porta dell’abbandono”, ha tuonavo la Lav, la Lega Antivivisezione. Che poi ha aggiunto: “Una vera ingiustizia [anche] per chi li accudisce e deve sopportare l’aliquota più alta sulle spese veterinarie e cibo, il 22% quella dei beni di lusso”.

In sostanza dalla legge di bilancio da poco approvata sono stati esclusi il bonus per le spese veterinarie a favore delle persone socialmente fragili che vivono con cani e gatti, la riduzione dell’IVA sulle spese veterinarie, l’istituzione di un fondo destinato alla sterilizzazione dei cani che vivono con persone in fragilità economica e la diminuzione del prezzo del farmaco veterinario generico.

“La legge di bilancio – ha spiegato Ilaria Innocenti, dell’Ufficio Rapporti Istituzionali della Lav – non ha considerato importante approvare le misure essenziali e imprescindibili a favore degli animali e della società a partire da un sostegno a quelli che ne hanno più bisogno perché vivono con persone la cui situazione economica non permette di curarli adeguatamente fino alla riduzione dell’IVA che incide pesantemente  per tutti sul costo delle prestazioni veterinarie. Anche in materia di prevenzione dell’abbandono ha chiuso la  strada a una importante misura poiché la nascita di cucciolate di animali di proprietà è una delle fonti che alimentano principalmente il randagismo un fenomeno che al netto della sofferenza degli animali coinvolti ha una spesa annua che sfiora i 130 milioni di euro solo per il mantenimento dei cani nei canili rifugio.” 

Nella manovra però è stato previsto un fondo di 8 milioni di euro destinato ai rifugi per animali del quale possono beneficiare anche per il prossimo anno, gli enti locali strutturalmente deficitari, in stato di pre-dissesto o in stato di dissesto finanziario per la progettazione e la costruzione di nuovi rifugi e non per la messa a norma di quelli esistenti e il rifinanziamento di 2 milioni del fondo per la prevenzione del randagismo”.

“Ci auguriamo – conclude Innocenti – che il fondo sia impiegato soprattutto per la costruzione di canili sanitari, presidi veterinari indispensabili per la prevenzione dell’abbandono e del randagismo in quanto luoghi deputati alla restituzione dei cani a coloro che li hanno smarriti, all’identificazione di cani e gatti nell’anagrafe degli animali d’affezione, alle sterilizzazioni e al primo soccorso”. 

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