Le interviste social di Mariaelena LeggieriTV

Vaia, la startup che racconta la rinascita di un territorio

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“Ho pensato che dovevamo dare vita a questi legni caduti per creare un oggetto e raccontare quel territorio”, Federico Stefani, fondatore della startup Vaia nata un anno dopo la tempesta che ha abbattuto più di 42 milioni di alberi nel Nord-Est d’Italia: uno dei disastri ambientali più grandi degli ultimi cinquant’anni. 

Il 28 ottobre del 2018 più di 42 milioni di alberi furono abbattuti dalla tempesta Vaia, un vero e proprio disastro che colpì più pesantemente il Nord-Est d’Italia, soprattutto l’area montana tra Veneto e Trentino Alto Adige. Una delle tragedie ambientali più devastanti, un’inevitabile conseguenza dei cambiamenti climatici in atto.

Ma da quegli alberi sradicati dalla tempesta un gruppo di ragazzi ha deciso di creare qualcosa di unico. Nasce così Vaia, un nuovo modo di realizzare oggetti valorizzando le materie prime provenienti proprio da luoghi colpiti da calamità naturali.

Federico Stefani, fondatore di Vaia, è un ragazzo di 29 anni, nato a Trento e laureato in International Management. Ci ha raccontato come è nato il progetto e la storia dietro a questo oggetto, una cassa passiva prodotta con il legno degli alberi sradicati dalla furia di quella tempesta che racconta la storia della rinascita di un territorio.

Vaia, un anno dopo la tempesta 16.500 alberi adottati nelle aree colpite

Dalla distruzione creare bellezza. Dopo un anno dal disastro nasce con questa mission la startup Vaia.

Il giorno dopo la tempesta non potevamo più andare nei boschi, nei luoghi che conoscevamo sin da piccoli. Ho pensato che era il momento di fare qualcosa: è la prima volta nella mia vita e nella vita delle persone che vivono sulle dolomiti che vediamo in modo così repentino e violento quelle che sono le conseguenze dei cambiamenti climatici. Ho pensato che dovevamo dare vita a questi legni caduti per creare un oggetto e raccontare quel territorio.  Un’idea che ho condiviso con due miei cari amici dell’università, Giuseppe  e Paolo, che mi hanno appoggiato e da qui è nata Vaia e Vaia Cube.

Perché proprio la scelta di realizzare un amplificatore per smartphone e come viene realizzato?

Mi chiedevo cosa si potesse costruire per raccontare questa storia. Avevo davanti a me sulla scrivania questo regalo che aveva realizzato a mano per me mio nonno con lo scalpello. Ho pensato che con un amplificatore naturale di suoni potessimo amplificare, attraverso una metafora, la storia di quei territori. Così nasce Vaia Cube che poi si è evoluto con i nostri designer. Spaccando con un’ascia il Vaia Cube, fatto all’esterno di abete e all’interno di larice, abbiamo creato un oggetto unico e irripetibile, unico come gli alberi e come noi: questa ferita, questa linea unica rappresenta la storia del territorio. Gli artigiani fanno la spaccatura centrale però sarà poi la venatura del legno che seguirà la sua naturalità. 

Cosa è cambiato per la gente del posto dopo la notte della tempesta? 

Quella notte ero a Ferrara e non riuscivo a comunicare con la mia famiglia. Tutto si è fermato. Non si capiva quello che stava accadendo. La natura aveva ripreso possesso in modo violento dei suoi spazi maltratti dall’uomo negli ultimi 100 anni. I luoghi dove io sono cresciuto erano diventati da un giorno all’altro inaccessibili. Vi invito ad andare in quei luoghi in Trentino, Lombardia, Veneto, Friuli: in un anno e mezzo sono stati raccolti circa il 40% degli alberi caduti ma il 60% è ancora lì. E’ una ferita ancora aperta. Riusciremo a ripiantare le foreste rispettando l’ecosistema ma ci vorrà del tempo per ripristinare ciò che ha lasciato questa tragedia, un disastro ambientale tra i più grandi degli ultimi 50 anni in tutta Europa.

Vaia, il ritorno a casa della famiglia sopravvissuta alla tempesta

Quanto è importante per le aziende seguire un percorso verso la sostenibilità?

In questi dieci mesi ho parlato con molte imprese e la sostenibilità è un punto fondamentale, anche perché l’Italia è ricca di piccole e medie imprese, persone che sono legate alle comunità, ai territori dove sono nati e dove queste imprese si sviluppano. C’è una forte sensibilità e rispetto verso i nostri territori. Sono orgoglioso che tante imprese hanno deciso di far parte di questo progetto, un network virtuoso di aziende che attraverso l’acquisto di questo oggetto vogliono testimoniare la loro voglia di sostenibilità e di futuro. 

Per ogni Vaia Cube acquistata viene piantato un albero. Come procede la ripiantumazione?

L’ultima è stata in Val di Zoldo dove abbiamo piantato 739 alberi. Sono momenti dove diamo concretezza e visione al nostro progetto. Lo riassumiamo in un concetto, ieri, oggi e domani: ieri la tempesta, oggi il coinvolgere le comunità locali per creare un oggetto di rinascita e domani perché ripiantiamo quegli alberi che ricreeranno i boschi e le foreste del futuro. 

 

Se acquisti VAIA CUBE  viene piantato un albero

 

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