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Dl Ristori, via libera del Consiglio dei ministri. Pacchetto da 7 miliardi. Tutte le misure

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Dl Ristori. Al termine di un’intensa giornata di riunioni, il Consiglio dei ministri ha varato il decreto per i ristori alle categorie colpite dalle chiusure imposte con il Dpcm approvato la scorsa domenica.

Il Decreto – composto di 32 articoli – contiene un pacchetto di misure da 6,8 miliardi: si va dai rimborsi al 150% per i ristoranti, 200% a bar e pasticcerie e 400% alle discoteche al finanziamento per consentire ai medici di base di effettuare i tamponi (costeranno 18 euro), passando per lo stop ai pignoramenti fino a fine anno, altre 6 settimane di Cig e lo stop ai licenziamenti fino al 31 gennaio 2021.

“Si tratta di un decreto che mobilita una massa consistente di risorse, si tratta per la precisione 5,4 miliardi di indebitamento netto, 6,2 miliardi in termini di saldo netto da finanziare” – afferma in conferenza stampa il Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

Una “misura rapida, efficace ed efficiente” – evidenzia il Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, spiegando che era necessario “trovare subito la modalità di intervenire con ristori che non arrivassero tra qualche mese”, bisognava “far arrivare immediatamente sul conto corrente degli imprenditori soldi veri”.

Per questo – sottolinea il premier, Giuseppe Conte “i contributi a fondo perduto arriveranno direttamente sul conto corrente delle categorie interessate con bonifico dell’Agenzia delle entrate. Confidiamo che a metà novembre chi ha già aderito li otterrà, gli altri subito dopo”.

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Ecco tutte le misure:

  1. Contributi a fondo perduto. Le imprese dei settori oggetto delle nuove restrizioni riceveranno contributi a fondo perduto con  la stessa procedura già utilizzata dall’Agenzia delle entrate in relazione ai contributi previsti dal decreto “Rilancio” (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34). La platea dei beneficiari includerà anche le imprese con fatturato maggiore di 5 milioni di euro (con un ristoro pari al 10 per cento del calo del fatturato). Potranno presentare la domanda anche le attività che non hanno usufruito dei precedenti contributi, mentre è prevista l’erogazione automatica sul conto corrente, entro il 15 novembre, per chi aveva già fatto domanda in precedenza. L’importo del beneficio varierà dal 100 per cento al 400 per cento di quanto previsto in precedenza, in funzione del settore di attività dell’esercizio.

 

  1. Proroga della cassa integrazione. Con un intervento da 1,6 miliardi complessivi, vengono disposte ulteriori 6 settimane di Cassa integrazione ordinaria, in deroga e di assegno ordinario legate all’emergenza COVID-19, da usufruire tra il 16 novembre 2019 e il 31 gennaio 2021 da parte delle imprese che hanno esaurito le precedenti settimane di Cassa integrazione e da parte di quelle soggette a chiusura o limitazione delle attività economiche. È prevista un’aliquota contributiva addizionale differenziata sulla base della riduzione di fatturato. La Cassa è gratuita per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore al 20%, per chi ha avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019 e per le imprese interessate dalle restrizioni.

 

  1. Esonero dal versamento dei contributi previdenziali. Viene riconosciuto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali ai datori di lavoro (con esclusione del settore agricolo) che hanno sospeso o ridotto l’attività a causa dell’emergenza COVID, per un periodo massimo di 4 mesi, fruibili entro il 31 maggio 2021.  L’esonero è determinato in base alla perdita di fatturato ed è pari:
  • al 50% dei contributi previdenziali per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato inferiore al 20%;
  • al 100% dei contributi previdenziali per i datori che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%.

 

  1. Credito d’imposta sugli affitti.  Il credito d’imposta sugli affitti viene esteso ai mesi di ottobre, novembre e dicembre ed allargato alle imprese con ricavi superiori ai 5 milioni di euro che abbiano subito un calo del fatturato del 50%. Il relativo credito è cedibile al proprietario dell’immobile locato.

 

  1. Cancellazione della seconda rata IMU. La seconda rata dell’IMU 2020 relativa agli immobili e alle pertinenze in cui si svolgono le loro attività è cancellata per le categorie interessate dalle restrizioni.

 

  1. Misure per i lavoratori dello spettacolo e del turismo. Sono previste:
  • una indennità di 1.000 euro per tutti i lavoratori autonomi e intermittenti dello spettacolo;
  • la proroga della cassa integrazione e indennità speciali per il settore del turismo.

 

7. Fondi di sostegno per alcuni dei settori più colpiti. È stanziato complessivamente 1 miliardo per il sostegno nei confronti di alcuni settori colpiti:

  • 400 milioni per agenzie di viaggio e tour operator;
  • 100 milioni per editoria, fiere e congressi;
  • 100 milioni di euro per il sostegno al settore alberghiero e termale;
  • 400 milioni di euro per il sostegno all’export e alle fiere internazionali

 

  1. Reddito di emergenza. A tutti coloro che ne avevano già diritto e a chi nel mese di settembre ha avuto un valore del reddito familiare inferiore all’importo del beneficio verranno erogate due mensilità del Reddito di emergenza.

 

  1. Indennità da 800 euro per i lavoratori del settore sportivo. È riconosciuta un’ulteriore indennità destinata a tutti i lavoratori del settore sportivo che avevano già ricevuto le indennità previste dai decreti “Cura Italia” (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18) e “Rilancio” (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34). L’importo è aumentato da 600 a 800 euro.

 

  1. Sostegno allo sport dilettantistico. Per far fronte alle difficoltà delle associazioni e società sportive dilettantistiche viene istituito un apposito Fondo le cui risorse verranno assegnate al Dipartimento per lo sport. Il Fondo viene finanziato per 50 milioni di euro per il 2020 per l’adozione di misure di sostegno e ripresa delle associazioni e società sportive dilettantistiche che hanno cessato o ridotto la propria attività, tenendo conto del servizio di interesse generale che queste associazioni svolgono, soprattutto per le comunità locali e i giovani.

 

  1. Contributo a fondo perduto per le filiere di agricoltura e pesca. Viene istituito un fondo da 100 milioni di euro per sostenere le imprese delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura interessate dalle misure restrittive. Il sostegno viene effettuato attraverso la concessione di contributi a fondo perduto a chi ha avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019 e a chi ha subito un calo del fatturato superiore al 25% nel novembre 2020 rispetto al novembre 2019.

 

  1. Salute e sicurezza. È previsto un insieme di interventi per rafforzare ulteriormente la risposta sanitaria del nostro Paese nei confronti dell’emergenza Coronavirus. Tra questi:
  • lo stanziamento dei fondi necessari per la somministrazione di 2 milioni di tamponi rapidi presso i medici di famiglia;
  • l’istituzione presso il Ministero della salute del Servizio nazionale di risposta telefonica per la sorveglianza sanitaria e le attività di contact tracing.

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Con il Dl Ristori sono state approvate in Cdm anche tutte le norme del cosiddetto pacchetto giustizia contenute negli articoli 22 e 23 del provvedimento.

  1. Giustizia. Il decreto prevede anche specifiche misure per il settore giustizia. Tra l’altro, si introducono disposizioni:
  • per l’utilizzo di collegamenti da remoto per l’espletamento di specifiche attività legate alle indagini preliminari e, in ambito sia civile che penale, alle udienze;
  • per la semplificazione del deposito di atti, documenti e istanze.

“Le misure deliberate oggi dal governo a favore dei tassisti non sono sufficienti, anche se si tratta di un primo timido segnale positivo. Per questo motivo confermiamo lo sciopero del settore programmato per il 6 novembre a Roma“.

È quanto annunciano Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Tam, Satam, Claai, Unimpresa, Usb taxi, Uritaxi, Uti, O.R.S.A taxi, Ati Taxi e Associazione Tutela Legale Taxi, che stanno manifestando a Roma sotto il Mef.

“Troviamo in primo luogo singolare che al ministero delle infrastrutture e dei trasporti vengano ricevute solo alcune organizzazioni sindacali del comparto taxi, e non si ascoltino le strutture che hanno proclamato un fermo nazionale di categoria per il 6 novembre – spiegano – dopo aver inutilmente tentato di avviare un confronto con il sottosegretario Salvatore Margiotta, sia per ottenere un sostegno di natura economico- fiscale, sia per avere norme certe che consentano di combattere l’annoso fenomeno dell’abusivismo”.

Per i sindacalisti “quanto sembra essere stato oggi messo sul piatto, dunque, a noi non sembra sufficiente. I tassisti aspettano ancora il ristoro di mille euro previsto dal decreto approvato in agosto ed oggi hanno la necessità di avviare un confronto reale con le istituzioni governative affinché possa essere messo in campo un pacchetto di misure collettive che sostengano il settore. C’è la necessità di riuscire a valorizzare i nostri mezzi in un processo complessivo di riorganizzazione dell’offerta di servizio di trasporto pubblico e nel contempo, occorre mettere in campo sgravi fiscali e facilitare l’accesso a forme di credito agevolato per ridare respiro alle nostre aziende. Per questi ed altri motivi – concludono – finché non avremo risposte concrete ai quesiti posti, continueremo a protestare”.

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