In questo numero di Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Un bando per un trasporto merci più green; 2) 357 milioni per l’area del Po; 3) Emissioni di carbonio, cambio di rotta per Easyjet; 4) Caldo estremo e allevamenti a rischio

 

In questo numero di Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) Un bando per un trasporto merci più green: Ideare soluzioni che riducano l’impatto della mobilità delle merci sul traffico urbano. È l’obiettivo della seconda sfida di ‘Smarter Italy’, il programma finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, dal Ministero dell’Università e la Ricerca e dal Dipartimento per la trasformazione digitale.

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2) 357 milioni per l’area del Po: 357 milioni di euro dal PNRR per la riqualificazione dell’area Po. Il Ministero della Transizione Ecologica ha approvato il programma che pianifica gli interventi di ri-naturazione, puntando a recuperare la biodiversità e a ripristinare lo stato naturale dell’area compressa da inquinamento e consumo di suolo.

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3) Emissioni di carbonio, cambio di rotta per Easyjet: A partire da gennaio 2023 EasyJet interromperà il proprio programma di compensazione delle emissioni di gas serra, e avvierà, al suo posto, un significativo piano di riduzione delle emissioni entro il 2050. EasyJet è una delle prime compagnie aeree a dire di voler interrompere i propri programmi di compensazione delle emissioni, che sono discussi e ritenuti da alcuni inaffidabili e insufficienti rispetto agli obiettivi di lotta al cambiamento climatico. L’obiettivo, è arrivare ad azzerare completamente le emissioni di CO2 entro il 2050 attraverso una serie di novità tra le quali l’introduzione di aeromobili più efficienti in termini di carburante e metodi di cattura del carbonio. Oltre all’introduzione, più in là nel tempo, di aerei alimentati a idrogeno.

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4) Caldo estremo e allevamenti a rischio: Rendere gli animali da allevamento più resistenti al cambiamento climatico, al caldo torrido e alla siccità. È l’obiettivo alla base dei progetti di ricerca che gli scienziati dell’Università Cattolica, campus di Piacenza stanno portando avanti per scoprire le basi genetiche dell’adattamento a calore e umidità. “A rischio c’è la sopravvivenza stessa di molte razze locali – spiegano i ricercatori – ingenti perdite economiche per la filiera produttiva, e l’arrivo di nuove malattie che possono colpire seriamente i bestiami”. I genetisti, che hanno di recente pubblicato sulla rivista Animals una review proprio sul tema dell’adattamento degli allevamenti al cambiamento climatico, spiegano che lo stress da caldo è deleterio per tutte le specie animali ma lo è particolarmente per i ruminanti e le bovine da latte ad alta produzione”. “Purtroppo – proseguono – le proiezioni sul clima indicano che nel nostro paese il clima estivo sarà sempre più secco e caldo. Questo aumenterà lo stress negli animali, nonostante ombreggiamento, ventilazione e aspersione di acqua ed eventuale condizionamento”. Secondo un lavoro pubblicato quest’anno su Lancet Planetary Health infatti, la perdita di produzione globale da stress da caldo è quantificabile in circa 40 miliardi di dollari l’anno entro fine secolo, pari a circa il 10% del valore di carni e latte del 2005.

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