Roma

Tar del Lazio vieta i bagni con i delfini. LAV: “Produce ulteriore stress”

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Animali. E’ vietato nuotare con i delfini nei parchi acquatici. Il Tar del Lazio si è pronunciato sul ricorso mosso dalla LAV contro i Ministeri della Salute, dell’Ambiente e delle Politiche Agricole. La sentenza annulla il decreto-deroga del dicembre 2017, firmato dai tre Ministeri, con cui veniva permesso l’ingresso in vasca al pubblico, già vietato per legge. Il decreto-deroga andava contro il “principio di tutela del benessere degli animali in quanto esseri senzienti”.

Consentire al pubblico di nuotare con i delfini nei parchi acquatici “è un’attività che produce ulteriore stress ai delfini, già detenuti in spazi limitati e costretti ad esibirsi in spettacoli con salti e piroette, accompagnati da musica ad altissimo volume”. Lo afferma la Lav, Lega anti vivisezione, associazione animalista, che ha appena incassato la sua vittoria, presso il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sui misteri dell’Ambiente, della Salute e delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, in relazione a un ricorso sui delfini.

L’oggetto del ricorso: un decreto-deroga, firmato dai tre Ministeri il 20 dicembre 2017 con cui si consentival’ingresso in vasca ai soggetti che partecipano ad attività di educazione e sensibilizzazione del pubblico in materia di biodiversità con i delfini”, in deroga a quanto precedentemente disposto dal decreto legislativo n. 73 del 21 marzo 2005, sulla custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici.

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Ciò che il decreto legislativo del 2005, in applicazione della direttiva europea, aveva vietato, con il decreto del 2017 , veniva reintrodotto. La Lav aveva dunque mosso ricorso presso il Tar del Lazio, contro i Ministeri per il decreto-deroga.
La sentenza
, arrivata il 10 maggio 2019, ha dato dunque ragione alla Lav, disponendo l’annullamento del decreto-deroga del 2017, come richiesto dagli antivivisezionisti.

I giudici hanno stabilito che quanto previsto dai Ministeri con il decreto-deroga violava il “principio di tutela del benessere degli animali in quanto esseri senzienti” e non contemplava “i rischi per l’incolumità sia del pubblico che degli animali”.

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Il presidente Lav, Gianluca Felicetti ha commentato: “Il Tar del Lazio ha finalmente dato ragione alle nostre motivazioni giuridiche ed etiche che non siamo riusciti a far valere per un anno e mezzo contro i Ministeri dell’Ambiente, della Salute e delle Politiche agricole, che avevano surrettiziamente e illegittimamente permesso il nuoto del pubblico con i delfini, nei delfinari”.

Secondo la Lav il decreto deroga rappresentava una concessione ai delfinari, nel comunicato si legge infatti: “Il Decreto, emanato dai Ministri nonostante i pareri negativi degli stessi Istituti scientifici dei loro Ministeri, rappresentava un “regalo” ai delfinari, perché rimuovendo il divieto preesistente  e consentendo al pubblico di nuotare nella stessa vasca con i delfini (per inverosimili finalità di “educazione e sensibilizzazione del pubblico in materia di conservazione della biodiversità con i delfini”) favoriva l’aumento di spettatori e il conseguente ricavo economico“.

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La sentenza ha interessato tra i delfinari italiani di Riccione, “Oltremale”, Genova,  “Acquario di Genova” e Torvaianica, “Zoomarine”, in modo particolare quest’ultimo. A differenza dei primi due, infatti, quest’ultimo prevedeva attività di stretta vicinanza tra il pubblico e i delfini. I legali dello Zoomarine hanno dunque provato a presentare, come si legge dalla sentenza, delle “osservazioni di rappresentanti di rilievo della comunità scientifica sugli effetti dei programmi svolti nella struttura di Zoomarine, che non solo non avrebbero recato alcun pregiudizio  al benessere animale, ma si sarebbero rivelati, addirittura, a loro giudizio, ‘una nuova e arricchente esperienza’ per i delfini. Tali osservazioni non hanno però sortito alcun effetto. Zoomarine non ha commentato.

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