In Russia, circa 100 cetacei, 11 orche e 87 delfini beluga, erano tenuti rinchiusi in piccole vasche, in condizioni crudeli, sul Mar del Giappone. Dopo le proteste e i richiami del Cremlino, le autorità locali hanno decretato la liberazione in mare aperto, sotto la supervisione degli esperti. I cetacei erano in attesa di essere venduti ad acquari cinesi. 

Erano circa 100 cetacei: 11 orche e 87 delfini  da un anno tenuti rinchiusi in angusti recinti marini, nel Mar del Giappone, sul versante  russo, vicino alla città portuale di Nakhodka.

Le immagini delle orche e dei delfini appartenenti alla specie cosiddetta beluga (Delphinapterus leucas) chiusi in ristrette vasche, sono apparse per la prima volta l’anno scorso, scatenando una tempesta di critiche.

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Gli animali erano stati catturati da una compagnia che intendeva venderli alla Cina, ma il Cremlino era intervenuto ordinando alle autorità locali di trovare un modo per liberarli. Dopo mesi di ritardi, la decisione di liberare i delfini è coincisa con una visita alle recinzioni dell’ oceanografo francese Jean-Michel Cousteau, figlio del famoso esperto marino Jacques Cousteau.

All’agenzia stampa Tass, il Governatore della regione, Oleg Kozhemyako ha fatto sapere che la decisione di liberare gli animali in mare è stata presa, ma che sui dettagli decideranno gli esperti: “Gli scienziati del team di Cousteau e gli scienziati russi decideranno quando e quali animali rilasciare”.

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Il Governatore ha fatto sapere inoltre che le Autorità avrebbero istituito un centro di riabilitazione per i cetacei, ricreando condizioni il più vicino possibile a quelle proprie del loro ambiente naturale, al fine di assistere gli animali che necessitassero di cura.

Il Cremlino aveva detto che le 11 orche e 87 delfini beluga erano tenuti in condizioni crudeli, in attesa di essere venduti ad acquirenti cinesi per essere immessi in acquari. A febbraio, il servizio di sicurezza russo della FSB aveva incriminato quattro società coinvolte nel caso per violazione delle leggi sulla pesca.

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Gli animali erano stati catturati da una compagnia che pianificava di venderli alla Cina ma il Cremlino è intervenuto e ha ordinato alla autorità locali di trovare un modo per liberarli

 

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