Macron a Roma, Trattato del Quirinale e asse su investimenti green

Macron. Migranti, economia e relazioni bilaterali.

Sono questi i temi che il presidente francese, Emmanuel Macron, affronterà durante questo suo viaggio a Roma.

Prima tappa, il Quirinale, per una visita di cortesia al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Con il Capo dello Stato, Macron potrebbe far ripartire il lavoro per quel Trattato del Quirinale al quale aveva già lavorato una commissione mista italo-francese di saggi fino al maggio del 2018.

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Sette mesi fa infatti, il Governo francese, dopo il sostegno di Di Maio ai ‘gilet gialli’, richiamava a Parigi l’ambasciatore, Christian Masset.

Fonti dell’Eliseo hanno tenuto ieri a ricordare che il presidente Mattarella “si è posto in questi ultimi mesi come garante della continuità e della qualità della relazione” franco-italiana, a cui Macron “tiene molto”.

Quanto a Di Maio, sostiene l’Eliseo “non stiamo qui a distribuire buoni o cattivi punteggi. Oggi è il ministro degli Esteri italiano e ci sono già stati contatti con l’omologo Le Drian. Non commentiamo episodi del passato. La cooperazione prosegue”.

Il Trattato coprirà tutti i rapporti culturali, politici ed economici tra i due Paesi e potrebbe vedere la luce con la firma finale entro la prima metà del 2020.

In ogni caso, dopo il vertice bilaterale italo-francese che si terrà in Italia (la data potrebbe essere decisa oggi durante la cena con Conte).

Dopo l’incontro con Mattarella, il presidente francese avrà una cena di lavoro con il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Un incontro fortemente voluto dal Capo dello Stato francese e dal premier italiano “che volevano incontrarsi in tempi rapidi”.

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Un ricco menù per la cena Conte – Macron:

Il Presidente francese ed il premier italiano lavoreranno insieme (anche al Governo dell’Ue) per riformare il Wto (Organizzazione mondiale del commercio) come concordato a Biarritz.

Non va dimenticato poi, che Italia e Francia condividono la stessa posizione su un adeguamento del Patto di stabilità e crescita che premi gli investimenti produttivi soprattutto nella green economy eventualmente da scorporare dal conto del deficit.

Sul tavolo anche la questione Fincantieri Stx in vista della decisione dell’Antitrust europeo attivato dalle autorità regolatorie francese e tedesca.

Non si esclude che Macron chieda poi un aggiornamento sulla vicenda Tav, che vede sempre molto critico il MoVimento 5 Stelle.

Quanto al tema migranti, si ricomincia a discutere anche se con alcuni distinguo.

La Francia, ad esempio, è sì d’accordo nell’aderire a un meccanismo automatico di redistribuzione dei migranti salvati ma solo per i richiedenti asilo o per coloro che provengono da Paesi per i quali vige un accordo di riammissione con la Francia, non per quelli economici.

Quanto agli sbarchi, Parigi insiste sul principio del porto più vicino ed è contraria a una rotazione.

Diversa è la posizione della Germania che è pronta ad accogliere anche i migranti economici e vede favorevolmente l’azione delle Ong nel Mediterraneo.

C’è, invece, una sostanziale intesa sulla creazione di meccanismi europei di incentivo per le politiche di accoglienza volte a incoraggiare altri Paesi come quelli di Visegrad ad accettare la relocation.

 

 

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