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Lewis Hamilton, il campione vegano che si batte per l’ambiente

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Il campione di Formula 1 Lewis Hamilton racconta la sua conversione al veganesimo e il suo impegno per l’ambiente, soprattutto nel suo “posto di lavoro”.

Lewis Hamilton si appresta a vincere il suo sesto mondiale di Formula 1, ma sta facendo parlare molto di se per le sue dichiarazioni sull’ambiente. Da tempo vegano (ha anche aperto una catena di ristoranti vegani chiamata Neat Burger), è stato nominato l’anno scorso “Personaggio dell’Anno” dall’associazione animalista Peta, e si è elevato come figura di spicco nella lotta alla crisi climatica.

Nel 2017 Hamilton ha deciso di smettere definitivamente con i prodotti di origine animale, suscitando la preoccupazione del suo team, che temeva un calo delle prestazioni su pista a causa del diminuito apporto di testosterone, proteine, ferro e Vitamina D.

Preoccupazione vane, se si pensa che Hamilton vinse il suo quarto mondiale due mesi dopo per poi vincerne un quinto l’anno successivo.

Hamilton ha raccontato che ha deciso di cambiare abitudini alimentari dopo aver visto un documentari sull’industria della carne e i suoi effetti devastanti sull’ambiente, sulla salute umana e animale.

Il campione inglese non è l’unico atleta ad essere diventato vegano, anche le sorelle tenniste Serena e Venus Williams hanno adottato da anni questo tipo di alimentazione, anche se al momento non si contano altri nomi di spicco in ambito sportivo, vista l’importanza dell’alimentazione negli sport.

Le corse sono uno sport impegnativo sia dal punto di vista mentale che dal punto di vista fisico,” spiega la nutrizionista Tara Ostrowe, che segue team e atleti di livello internazionale, “quindi Hamilton deve seguire una alimentazione preparata alla perfezione, sia prima che dopo le gare, quando c’è necessità di recuperare massa e energie“.

Recentemente Hamilton è tornato a parlare del suo impegno per l’ambiente, sottolineando come il team Mercedes stia lavorando per diventare “Carbon Neutral”.

Non è facile perché ci spostiamo in tutte le parti del mondo,”racconta il pilota inglese prima del Gran Premio del Messico, che poi vincerà,”corriamo su auto di Formula Uno che inquinano di più degli abitanti delle città che visitiamo durante il Mondiale.”

“Ma questo non significa che bisogna aver paura di trattare un argomento così importante e che possa portare a un cambiamento positivo.”

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In una serie di messaggi postati sul suo profilo Instagram, Hamilton ha sottolineato come il pianeta sia un “casino” e che spesso voglia solo “mollare tutto”.

Sinceramente mi viene voglia di mollare tutto. Staccare la spina e basta. Perché impegnarsi se poi il mondo è in un tale casino e a nessuno sembra interessare,” ha scritto ai suoi 13 milioni di followers.

Ma Hamilton ha ricevuto una risposta negativa alle sue parole, con molti che lo accusavano di ipocrisia visto che la Formula 1 è lo sport a maggiore impatto ambientale.

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Secondo CleanTechnica, un singolo team di Formula 1 viaggia per oltre 109mila miglia aeree durante il periodo delle 21 corse del Mondiale, quindi in totale i 10 team bruciano in media 147 milioni di tonnellate di CO2 solo per gli spostamenti da Gran Premio a Gran Premio.

L’ex rivale di Hamilton Fernando Alonso ha duramente criticato le parole del pilota inglese: “Non avrei mai scritto un messaggio come quello di Lewis. Non puoi dire una cosa e poi fare l’opposto il giorno dopo“,racconta Alonso alla radio spagnola Cope. “Conosciamo tutti lo stile di vita di Lewis, ma non puoi dire a un pilota di Formula 1 che prende 200 voli l’anno di non mangiare carne.”

Formula 1 vs Formula E: solo questione di emissioni?

Insistendo che non ha interesse nel passare alla Formula E – la controparte elettrica della F1 – Hamilton ha però detto che continuerà a parlare di argomenti che gli stanno così a cuore.

Sono sempre alla ricerca di quello che posso fare per migliorare l’impatto che ho sul Pianeta,” spiega. “Ci vorrà tempo, ne sono sicuro, ed è difficile, ma non posso stare zitto e fare finta di niente.”

Hamilton ha proposto una lista di cambiamenti che spera possano aiutare la Formula 1 a raggiungere il traguardo delle Emissioni Zero il prima possibile.

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Tra questa l’inserimento delle bottiglie biodegradabili al posto di quelle di plastica, la sostituzione degli interni in pelle delle auto da F1 con la finta pelle, e, grazie all’aiuto dello stilista Tommy Hilfiger, di fornire i piloti, i team e i meccanici di vestiti fatti interamente di fibre riciclati o ecosostenibili.

Il pilota ha ricevuto il supporto di alcuno dei suoi colleghi, come il pilota della Ferrari Sebastian Vettel, che ha spiegato che “tutti possono fare qualcosa, contribuire al massimo delle loro possibilità, e se tutti facessero così il pianeta sarebbe un posto migliore. Il cambiamento sta arrivando, speriamo il prima possibile“.

Anche Alexander Albon, pilota della Red Bull è dalla parte di Hamilton : “Quello che dice Lewis è giusto. Solo perchè siamo in F1 non significa che dobbiamo fregarcene dell’ambiente.”

 

 

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