Formula 1 vs Formula E: solo questione di emissioni?

Formula E. Mentre il mondiale di Formula 1 entra nel vivo della stagione quello di Formula E si avvia alla conclusione. Ma cosa rende le due discipline cosi diverse?

Con l’introduzione del mondiale elettrico per monoposto Formula E, i più si aspettavano la solita competizione minore con pochi piloti di livello, poca visibilità e scarso spettacolo, ma tutti, dai sostenitori a chi proprio non digerisce una competizione motoristica senza rombi e benzina, si stanno ricredendo. Ad oggi la Formula E può essere annoverata tra le 3 competizioni top della categoria monoposto a ruote scoperte, insieme alla più blasonata Formula 1 e all’americana IndyCar Series. Ogni categoria ha i suoi punti di forza e debolezze, ma tutte rappresentano un punto di arrivo e non di passaggio. Un domani addirittura la Formula E potrebbe sostituire le altre due, qualora la risposta all’esaurimento del petrolio dovesse continuare ad essere l’elettrico (e lo sviluppo costante e i passi avanti fatti dai vari costruttori automobilistici ne sono già un indizio importante). Ma cosa sta rendendo la categoria elettrica più emozionante e avvincente della serie classica?

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Sebastian Vettel in azione sulla Ferrari SF90

Prima di tutto i costruttori coinvolti: non è un mistero che competere in F1 richieda un ingente investimento (si stima che Mercedes e Ferrari investano circa 400 milioni l’anno), risorse tecniche importanti (tecnici, galleria del vento, software di sviluppo) e powertrain (motore-turbo-componente elettrica) di altissimo livello. Questo ha portato negli anni BMW e Toyota dismettere i loro progetti in F1 per dedicarsi ad altre competizioni, dove hanno oltretutto ottenuto successo, lasciando la scena a soli 4 motoristi: Ferrari, Mercedes, Renault, Honda. Le difficoltà economiche derivanti dalla partecipazione non fruttuosa alla formula 1 ha inoltre ridotto il numero di team a 10 complessivi da anni, con fallimenti anche illustri (Force India proprio l’anno scorso). La Formula E invece può contare su un numero crescente di costruttori e su costi nettamente più accessibili, visto che il telaio è unico per tutti e le regole motoristiche e tecniche sono di più facile interpretazione (e lasciano pochi se non pochissimi spazi ai furbetti). Renault (uscita di scena quest’anno), Mercedes, Audi, BMW, Nissan, Jaguar, DS (Citroen), a cui si aggiungerà Porsche dal prossimo anno, rendono la competizione, sulla carta, già più interessante, con i maggiori gruppi automobilistici europei e non pronti a sfidarsi.

vergne techeetah formula e
Vergne su Techeetah potrebbe aggiudicarsi il secondo titolo consecutivo in Formula E

 

Passiamo poi alla competizione pura: in F1 si assiste ormai a frequenti domini invincibili (Mercedes sta monopolizzando la stagione dopo aver vinto tutti i mondiali dall’inizio dell’era ibrida nel 2014 ad oggi) dovuti soprattutto a regolamenti difficilmente interpretabili, dove il team che “azzecca” la macchina ha un vantaggio incolmabile per gli avversari. Nella categoria elettrica è il format stesso del mondiale a rendere impossibile un dominio netto, visto che il telaio è uguale per tutti (la differenza sta solo nell’assetto e nel “manico” del pilota) e le batterie hanno una potenza massima consentita, limitando quindi la competitività dei vari costruttori più sul piano dell’affidabilità (e consumo energetico) che sulla potenza. Il risultato? 7 Vincitori diversi in altrettanti gran premi, con il solo Vergne finora ad ottenere più vittorie degli altri (che lo proiettano al primo posto a 2 gare dal termine). Per fare un paragone, in F.E. il primo ha un vantaggio di 30 punti sul secondo con circa 58 punti a disposizione e il titolo è ancora aperto per 4 piloti (matematicamente per ben 8). In F1 il primo pilota in classifica, dopo 9 gare su 21, ha 31 punti di vantaggio sul secondo e ben 71 sul terzo, con un mondiale che sarà virtualmente chiuso entro altre 4-5 gare. Altro dato allarmante della F1 è la totale assenza di competitività dei team storici McLaren e Williams, relegati a posizioni di rincalzo (McLaren) e in fondo allo schieramento (Williams, ancora a zero punti pur essendo il terzo team più titolato di sempre in F1). Se qualcosa non cambierà nel futuro immediato è evidente come sempre più appassionati andranno via via a seguire altre competizioni, come la Formula E appunto, che sta registrando un interesse sempre maggiore tra i tifosi del motorsport.

Questo passaggio di consegne è figlio dunque non tanto dell’interesse energetico che la FE si porta dietro, della differenza di emissioni o di tecnologia in sé, ma soprattutto dello spettacolo che la categoria suscita e genera intorno a sé. Nessuno sa chi vincerà le ultime gare e chi sarà il campione del mondo, un motivo più che valido per seguire l’ultimo appuntamento del mondiale 2018-19 della Formula E, con la doppia tappa di New York, in programma il prossimo weekend, il 13 e 14 luglio.

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