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Le 44 discariche in Italia condannate dalla Corte di Giustizia Ue. MAPPA

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RifiutiLa Corte di Giustizia dell’Ue ha condannato l’Italia per non aver adeguato 44 discariche, agli standard previsti dalla direttiva 1999/31. Al 19 ottobre 2015, 31 discariche risultavano non conformi, 7 in via di adeguamento, 6 non pervenute.

Le 44 discariche sono sparse sul territorio, interessando maggiormente l’area centro-meridionale, con un picco di 23 siti in Basilicata, seguita dai 10 siti dell’Abruzzo. Il termine ultimo per l’adeguamento, che in alcuni casi significava chiusura della discarica, era stato fissato dalla Commissione al 19 ottobre 2015. Ma per quella, l’Italia non era ancora intervenuta su nessuna delle 44. Di queste, ha osservato la Corte, all’ottobre 2015, 31 discariche non risultavano ancora in regola, per altre 7 discariche i lavori di adeguamento sarebbero stati completati solo del 2017-2018,  per le altre 6 ,infine, o non è stato possibile verificarne la conformità alle disposizioni della direttiva o i lavori di adeguamento sono stati intrapresi dopo il 2015

Rifiuti, Corte Giustizia UE condanna Italia per 44 discariche

Fonte Il Sole 24 Ore

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Le 31 discariche non conformi nell’ottobre 2015 erano quelle di: Avigliano (località Serre Le Brecce); Ferrandina (località Venita); Genzano di Lucania (località Matinella); Latronico (località Torre); Lauria (località Carpineto); Maratea (località Montescuro); Moliterno (località Tempa La Guarella); Potenza (località Montegrosso-Pallareta); Rapolla (localité Albero in Piano); Sant’Angelo Le Fratte (località Farisi); Capistrello (località Trasolero); Francavilla (Valle Anzuca); L’Aquila (località Ponte delle Grotte); Canosa (CO.BE.MA); Torviscosa (società Caffaro); Corleto Perticara (località Tempa Masone); Marsico Nuovo (località Galaino); Matera (località La Martella); Rionero in Volture (località Ventaruolo); Salandra (località Piano del Governo); Senise (località Palombara); Tito (località Aia dei Monaci); Capestrano (località Tirassegno); Castellalto (località Colle Coccu); Castelvecchio Calvisio (località Termine); Corfinio (località Cannucce); Corfinio (località Case querceto); Mosciano S. Angelo (località Santa Assunta); S. Omero (località Ficcadenti); Montecorvino Pugliano (località Parapoti) e di Torviscosa (località La Valletta).

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Le 7 discariche in cui i lavori per renderle conformi alla direttiva sono stati completati nel corso del 2017 e del 2018 sono: Andria (D’Oria G. & C. Snc), Bisceglie (CO.GE.SER), Andria (F.lli Acquaviva), Trani (BAT-Igea srl), Atella (località Cafaro), Pescopagano (località Domacchia), Tito (località Valle del Forno).

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Le 6 discariche per le quali non è stato possibile verificare la conformità alle disposizioni della direttiva o i lavori di adeguamento sono stati fatti dopo il 2015 sono quelle di: Potenza (località Montegrosso-Pallareta), Roccanova (località Serre), Campotosto (località Reperduso), San Mauro Forte (località Priati), San Bartolomeo in Galdo (località Serra Pastore) e Trivigano (ex Cava Zof).

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