Attualità

Regno Unito, con il lockdown sono aumentate le vendite e l’utilizzo di biciclette

Condividi

La maggior parte degli abitanti del Regno Unito teme ad utilizzare i mezzi pubblici durante la pandemia e questo ha portato ad un boom di vendite di biciclette.

La paura di contrarre il coronavirus utilizzando i mezzi pubblici ha portato ad un aumento delle persone che utilizzano la bicicletta per recarsi sul posto di lavoro nel Regno Unito; in particolare la richiesta è cresciuta del 200% per i lavoratori dei servizi d’emergenza. Questo ha portato anche ad un aumento delle vendite di biciclette, con alcuni negozi che faticano a rispettare gli ordini.

Coronavirus, le città lavorano ad una ripartenza “green” con aree pedonali e piste ciclabili

Il Broadribb Cycles di Bicester in media vendeva tra le 20 e le 30 bici a settimana prima del lockdown ma, come spiegato dal suo manager Stuart Taylor, il negozio attualmente vende 50 bici al giorno e sono aumentate anche le richieste di riparazioni: “Le persone tirano fuori le biciclette dai propri garage per accorgersi che hanno bisogno di nuove ruote e catene. Solitamente prendiamo una bici per ripararla e la restituiamo il giorno dopo ma ora abbiamo prenotazioni per le prossime due settimane”. Andrew Hassard di Mango Bike ha spiegato: “L’industria delle biciclette sta avendo un boom. Le persone ci dicono ‘sto utilizzando una bicicletta dopo 20 anni. Lo sto facendo durante il lockdown ma lo farò anche dopo per evitare i trasporti pubblici'”. Secondo un recente sondaggio di SYSTRA il 61% degli abitanti del Regno Unito ha paura a prendere i mezzi pubblici a fine quarantena. Adrian Warren ha spiegato: “Nelle ultime sei settimane abbiamo visto il più grande esperimento sulle politiche dei trasporti nella storia di questo paese. E’ chiaro che la migliore soluzione sia la bicicletta”.

Regno Unito, strade chiuse ai veicoli per favorire il distanziamento sociale

Ma i ciclisti un po’ arrugginiti possono essere nervosi ad attraversare strade trafficate e questo ha spinto il gruppo di pressione Cycling UK a commissionare una ricerca per mostrare come 100 corsie delle strade di 10 città inglesi potrebbero essere destinate al ciclismo e alle camminate. La ricerca prende in considerazione le città britanniche che hanno creato delle nuove piste ciclabili, in molti casi chiudendo le strade o restringendo le carreggiate. Inoltre, vengono identificate le città con alto potenziale per le piste ciclabili e lo studio ha identificato 160 km di strade nelle città di Londra, Birmingham, Manchester, Leeds, Liverpool, Bristol, Leicester, Sheffield, Newcastle e Cambridge che potrebbero essere trasformate temporaneamente in piste ciclabili e aree pedonali. A Londra, l’assessore Will Norman ha spiegato che i trasporti della città stanno lavorando al 50% del proprio potenziale, il che vuol dire che sarà necessario trovare altre forme di trasporto per gli 8 milioni di viaggi al giorno che si svolgono nella capitale.

Coronavirus, Greta Thunberg applaude il piano Strade Aperte di Milano

Il segretario dei trasporti Grant Shapps sostiene di essere favorevole ad un utilizzo ridotto delle vetture private: “Il trasporto attivo può mantenere le persone lontane dai mezzi pubblici e può diventare una parte fondamentale della ripresa”. Non tutti sono favorevoli a questa decisione: Alliance of British Drivers ha criticato fortemente la decisione di ridurre lo spazio ai veicoli ma Edmund King, presidente di Automobile Association, ha spiegato di non essere contrario a questi cambiamenti “dove appropriati”.

(Visited 56 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago