Inquinamento

Coronavirus, le città lavorano ad una ripartenza “green” con aree pedonali e piste ciclabili

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I sindaci delle città di C40 Cities stanno lavorando congiuntamente ad una ripartenza “green” che possa ridurre l’inquinamento  garantendo la salute e la sicurezza dei cittadini.

Le città di tutto il mondo stanno pianificando la ripartenza post COVID-19 con una serie di iniziative “green” per garantire la sicurezza dei cittadini e combattere i cambiamenti climatici.

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I sindaci di città europee, statunitensi e africane che fanno parte della COVID-10 Recovery Task Force di C40 Cities lavorano da settimane per coordinare gli sforzi e dar via ad una ripresa sostenibile; molte città hanno già annunciato le prime iniziative, dalla costruzione di km di piste ciclabili a nuove aree pedonali. Queste permetteranno alle persone di spostarsi in sicurezza negli spazi urbani in un mondo in cui il distanziamento sociale sarà la nuova normalità, il tutto con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento. I sindaci che hanno preso parte a questa task force credono che questi schemi iniziali possano trasformarsi in misure a lungo termine necessarie per combattere la diseguaglianza e la crisi climatica. Tra i temi anche la discussione di misure che vanno dall’adeguamento degli edifici alla piantagione di alberi e investimenti in energie rinnovabili.

Giuseppe Sala, sindaco di Milano a capo della task force, ha spiegato: “La nostra priorità immediata è di proteggere la salute dei cittadini e dei residenti dal covid-19. Tuttavia dobbiamo anche pensare a come continueremo a mantenere al sicure le persone in futuro. Il modo in cui strutturiamo i nostri sforzi di recupero definirà le nostre città per i decenni a venire. Valerie Plante, sindaco di Montréal, ha spiegato: “Abbiamo bisogno più che mai di mettere la lotta ai cambiamenti climatici al centro della ripresa economica. E’ anche chiaro che la ripresa dell’economia debba andare di pari passo con una ripresa sociale”. Il sindaco di Parigi ha desinato 300 milioni per la creazione di una rete di piste ciclabili, la maggior parte delle quali segue le linee delle metro, per offrire un’alternativa ai trasporti pubblici. A Bogota, una rete di 75 km di strade chiuse al traffico una volta a settimana verrà trasformata in una pista ciclabile temporanea mentre altri 60 km di piste verranno aperte per ridurre l’utilizzo dei mezzi pubblici e migliorare la qualità dell’aria. Città del Messico aprirà 130 km di piste ciclabili mentre Barcellona sta lavorando all’aggiunta di 30,000 metri quadri di aree pedonali e 20 nuovi km di piste ciclabili.

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La dottoressa Rachel Aldred dell’ University of Westminster crede che le decisioni che verranno prese nelle prossime settimane siano fondamentali per il futuro: “Siamo in un momento veramente importante. Bisogna continuare a ridurre l’inquinamento come nelle ultime settimane ma ora che le persone torneranno ai propri posti di lavoro e non si sentiranno al sicuro nei mezzi pubblici si rischia che questo possa tornare a crescere”. Mark Watts, direttore esecutivo di C40, sostiene che i sindaci abbiano il dovere di proteggere i propri cittadini e modellare il futuro: “In questo momento c’è molta collaborazione tra quei potenti politici che pensano che una ripresa economica green sia fondamentale. Stiamo parlando della creazione di fondi per supportare i veicoli elettrici, la creazione di piste ciclabili e la conversione di edifici. Le città che utilizzeranno i fondi in questa direzione avranno grandi benefici a lungo termine”. Watts ha spiegato che sebbene molte delle iniziali misure siano a breve termine spera che queste possano durare: “Così è come funzioneranno le città per i prossimi due anni ma speriamo che questa transizione possa è essere permanente”.

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Daisy Narayanan di Sustrans concorda sul fatto che la ripresa post COVID-19 possa essere “un catalizzatore per i cambiamenti a lungo termine nel modo in cui viviamo e ci spostiamo“. Nelle ultime settimane gli scienziati hanno collegato l’inquinamento alla mortalità del COVID-19. “Quello che ha fatto il COVID-19 è sottolineare il legame tra la qualità dei nostri luoghi, della sanità pubblica, l’economia, i trasporti, l’educazione, l’aria e la giustizia sociale. C’è bisogno di soluzioni che permettano alle persone di muoversi evitando il traffico e l’inquinamento prodotti dalle auto quando finirà la quarantena”.

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