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MICROROBOT PER LA DEPURAZIONE DELLE ACQUE

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La rivista scientifica ACS Applied Materials & Interfaces ha di recente descritto una soluzione nuovissima e altamente tecnologica per la potabilizzazione dell’acqua inquinata. L’idea arriva da un team di scienziati del Max Planck Institute for Intelligent Systems. Una soluzione che potrebbe essere rivoluzionaria per molti paesi in cui le fonti di acqua sono scarsissime e la maggior parte delle falde acquifere sono inquinate. Micro-robot di forma sferica che, nuotando in autonomia, sono in grado di attaccare e uccidere i batteri che contaminano l’acqua. Il principio alla base del progetto è quello delle particelle Janus, ossia oggetti di dimensioni nanometriche che hanno proprietà chimiche diverse alle estremità. I due emisferi che li compongono, infatti, hanno compiti diversi: una parte è a base di magnesio (circa 15 micron), che reagendo con l’acqua in cui è immerso produce bolle di idrogeno che hanno la funzione di sistema di propulsione; l’altra parte è composta da due strati di ferro e oro, che intrappolano i batteri, e da nanoparticelle di argento, che li uccidono. I batteri così distrutti rimangono attaccati alla sfera, non dispersi nuovamente nel liquido, altrimenti l’intero processo risulterebbe inutile. In questo modo le sfere si muovono per circa 20 minuti, distruggendo l’80% dei batteri che incontrano. Una volta finito il lavoro possono essere raccolti e riposti grazie ad un semplice magnete. Gli unici limiti di questo progetto, ancora in fase di realizzazione e sperimentazione, è la grandezza del bacino idrico, che deve avere dimensioni ridotte, e la scarsa autonomia. Per ovviare a questo problema, ed aumentare l’efficienza, gli scienziati propongono semplicemente di aumentare il numero dei robot in azione.

 

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