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URAGANO HARVEY, LE VITTIME SALGONO A 47. ALLARME ACQUA CONTAMINATA

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Di Sara Falconieri

Non si ferma la furia di Harvey. Dopo sei giorni l’uragano che ha colpito il Texas si muove verso Louisiana e Mississippi, devastando tutto quello che incontra. Secondo le prime stime, le vittime accertate sono 47, ma sono migliaia di sfollati che solo in parte sono stati accolti in almeno 230 centri di allestiti in tutta la regione. Preoccupa la situazione alle porte di Houston, dove colonne di fumo nero si sono levate nei pressi di un impianto chimico della società francese Arkema. L’impianto era stato chiuso già lo scorso venerdì, prima dell’arrivo di Harvey, ma l’incredibile quantità di pioggia caduta in tre giorni di diluvio (102 centimetri di acqua), allagando tutta la zona, avrebbe compromesso il sistema di refrigerazione dell’impianto, facendolo collassare. Due forti esplosioni sono state avvertite verso le ore 2 (le 9 italiane). Si temono fuoriuscite di sostanze chimiche, mentre è accertato che dai depositi petroliferi della Exxon e della Shell (Houston è città simbolo del greggio texano), sono uscite enormi quantità di petrolio. Intanto, sulla cittadina di Crosby, in cui ha sede della struttura, è piombato il buio, per l’interruzione dell’energia elettrica, creando una situazione che secondo alcuni testimoni “sembra l’Apocalisse”. Per limitare i danni e i rischi per la popolazione, la zona è stata evacuata nel raggio di quasi 3 km dalla fabbrica.

Quello situato a Crosby è un impianto di produzione di perossido organico, utilizzato per la produzione in campo edìle e farmaceutico. Il vice presidente dell’Arkema, Daryl Roberts ha dichiarato che “grazie all’acqua, le sostanze chimiche vaporizzano velocemente, riducendo quindi la dimensione e la potenza del fuoco”. Assicurazioni che servono a ben poco davanti all’evidente disastro naturale, acuito da incredibili superficialità umane. A Houston il sindaco ha proclamato il coprifuoco dalla mezzanotte alle cinque su richiesta della polizia, dopo alcuni casi di sciacallaggio. E le autorità sanitarie hanno invitato a fare il richiamo della vaccinazione antitetano per i rischi legati alla diffusione delle infezioni, anche per le possibile perdite del sistema fognario, e alla carenza di cibo sicuro e acqua potabile. Il disastro non è solo ambientale, ma anche economico. Gli esperti parlano di danni che ammontano a circa 160 miliardi di dollari, lo 0,08% del Pil statunitense.

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