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Bocche cucite, ma nel centrodestra si continua a discutere sui futuri ministri. Fdi si riunisce nell’esecutivo nazionale e il leader di Azione attacca duramente l’ex ministro dell’Interno.

Un totoministri mai così variegato e incerto per il futuro Governo di centrodestra. Se appare scontato che a dirigere l’Esecutivo sarà Giorgia Meloni, che si appresta a diventare la prima donna presidente del Consiglio, restano tantissimi dubbi sui futuri ministri. All’interno della coalizione e degli stessi partiti si discute molto in queste ore dei futuri ministri, con alcuni ostacoli che non sembrano facilmente superabili. Ogni partito ha le sue istanze: Forza Italia vorrebbe un Dicastero per Licia Ronzulli, fedelissima di Silvio Berlusconi, mentre Giorgia Meloni, per affrontare le tante emergenze non più rinviabili (a cominciare dal caro energia), vorrebbe un certo numero di tecnici nei Ministeri ‘chiave’ (e la cosa non va giù agli alleati). E soprattutto, la Lega insiste nel voler far tornare Matteo Salvini al Viminale.

Fdi apre a Salvini all’Interno

Proprio il ritorno del leader della Lega alla guida del Ministero dell’Interno è la questione più spinosa. Le indiscrezioni degli ultimi giorni parlano di una frizione tra gli alleati proprio su Salvini, ma i leghisti lo hanno ribadito con forza come una priorità.
Proprio stamattina, però, è arrivata una certa apertura da parte di Fratelli d’Italia, prima della riunione dell’esecutivo nazionale del partito. “Leggo i messaggi di tutti”, ha spiegato Giorgia Meloni, annuendo a chi le chiedeva se tra i messaggi ci fossero anche quelli di Salvini.
Fabio Rampelli, deputato di Fdi, ha mostrato un’apertura ancora maggiore sul ritorno di Salvini al Viminale: “Non mi risulta affatto ci sia un veto. Non vedo polemiche, vedo tre partiti che discutono perché devono comporre un Governo ma le cose stannno andando benissimo. Le richieste della Lega? Tutti hanno una lista della spesa e hanno dato indicazioni su cui si discuterà. Non c’è nervosismo, e se c’è, è creato dalla legittima attenzione del circuito mediatico“.

Calenda contro Salvini

Chi invece proprio non vuole saperne di rivedere Matteo Salvini al Viminale è Carlo Calenda. Il leader di Azione, infatti, ha spiegato sia sui social che a Radio Capital di essere contrario al ritorno del leader leghista proprio in quel Ministero.
Del totoministri non può fregarmene di meno, ora tocca al centrodestra trovare le persone che sanno fare quel lavoro. Salvini è già stato al Viminale, ma non c’è mai andato” – ha spiegato Calenda – “Non era mai al Ministero, andava in giro per sagre o a baciare prosciutti. Nella vita normale non meriterebbe di tornarci, ma merito e politica non hanno nulla a che fare tra loro“.

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