Attualità

CYBERBULLISMO, 4 UTENTI SU 10 SONO A RISCHIO CON IL PROFILO “PUBBLICO”

Condividi

Cyberbullismo, 4 utenti su 10 sono a rischio con il profilo “pubblico”. Con il 27,8%, il fenomeno del bullismo si conferma al primo posto nella classifica dei rischi connessi al comportamento dei giovani sul web, seguito dal sexting (20,1%) e dall’abuso dei dati personali (24%-4,3%).

Sono i numeri di una ricerca condotta da quattro università, Cattolica di Milano, Sapienza e Lumsa di Roma e la Federico II di Napoli, presentata alla Camera al convegno “Cyberbullismo e comportamenti in Rete dei ragazzi: un viaggio da nord a sud’.

La ricerca, nata per iniziativa dei Co.Re.Com di Lombardia, Lazio e Campania, evidenzia come l’uso dei social media si conferma centrale nell’esperienza on line dei più giovani, risultando particolarmente più diffuso tra i preadolescenti (11-14 anni).

I tre social network usati più di frequente sono WhatsApp (37,3%), Facebook (36,5%) e Instagram (18,8%).

Le informazioni personali condivise sul profilo includono il proprio volo nel 73% dei casi, foto e video personali (72%), il congnome (64,7%). Quasi la meta’ condivide anche la scuola frequentata.

Un po’ piu’ di riservatezza la si ha rispetto al proprio numero di cellulare (che pure e’ condiviso dal 19%) e all’indirizzo di casa (9,1%).

Tra le pratiche comunicative on line più rischiose messe in atto nell’ultimo anno, il 59,9% degli intervistati ha cercato nuovi amici sui social, poco meno della metà (45,7%) ha aggiunto alla propria lista di contatti persone che non avevano incontrato faccia a faccia.

La ricerca si è poi focalizzata su comportamenti a rischio, concludendo che un minimo di accortezza
riduce i pericoli, ma non li elimina: coloro che impostano il proprio account in modalità ‘pubblica’ hanno circa il 10% di probabilità in più di sperimentare bullismo, sexting, e abuso i dati personali.

(Visited 169 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago