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Cop26, leader religiosi e scienziati insieme per il clima. Papa Francesco: “Serve un’inversione di rotta”

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Cop26, leader religiosi e scienziati insieme per il clima. Tutto merito di un’iniziativa promossa dalle Ambasciate d’Italia e del Regno Unito presso la Santa Sede.

Chi ha detto che scienza e fede siano sempre in contrasto? È ciò che deve aver pensato la Santa Sede, che insieme alle Ambasciate d’Italia e del Regno Unito ha organizzato un incontro di leader religiosi e scienziati per dare un impulso alla Cop26, la conferenza Onu sui cambiamenti climatici presieduta dalla Gran Bretagna.

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L’incontro ‘Faith and Science: Towards COP26‘ si terrà a Roma il prossimo 4 ottobre ma sarà presentato giovedì prossimo presso la sala stampa della Santa Sede da monsignor Paul R. Gallagher e con gli ambasciatori Sally Jane Axworthy e Pietro Sebastiani.

L’hashtag ufficiale dell’evento è #Faiths4COP26. Nell’incontro di ottobre, i leader religiosi illustreranno il dovere comune di combattere il cambiamento climatico, incoraggiando i governi ad aumentare le ambizioni sul raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Inoltre, sarà ribadito l’impegno delle confessioni religiose sulla lotta per il clima e l’invito ai fedeli ad agire in favore dell’ambiente.

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I leader religiosi, d’altronde, hanno già avuto un ruolo centrale nella Cop21 del 2015 e, alla vigilia della Conferenza di Parigi sul clima, Papa Francesco aveva pubblicato la sua enciclica Laudato si’. Lo stesso Pontefice è stato invitato a partecipare al vertice di Glasgow direttamente da John Kerry, inviato speciale degli Stati Uniti per il clima.

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Papa Bergoglio, da sempre attento al clima e all’ambiente, ha anche lanciato un nuovo monito. In un messaggio inviato a Michal Kurtyka, ministro del Clima e dell’Ambiente in Polonia, Papa Francesco ha chiesto un’inversione di rotta: “La ricostruzione delle economie post-pandemia ci offre l’opportunità di investire in un sistema alimentare globale, in grado di resistere alle crisi future“. Al ministro polacco, presidente della 42ª sessione della Conferenza della Fao, il Pontefice ha sottolineato l’importanza di un’agricoltura sostenibile e diversificata e il prezioso ruolo dell’agricoltura familiare e delle comunità rurali. “Che la penuria di cibo sia patita proprio da chi lo produce è paradossale, tre quarti dei poveri del mondo vivono in aree rurali dove la vita dipende principalmente dall’agricoltura. Ma la mancanza di accesso a mercati, proprietà fondiaria, risorse finanziarie, infrastrutture e tecnologie, rendono questi nostri fratelli e sorelle i più esposti all’insicurezza alimentare“, ha spiegato il Papa.

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