Per il taglio sul costo del gas, occhi puntati alle decisioni del consiglio europeo di giovedì e venerdì

Aggiornamento: Alla fine il governo ha deciso di dare una spinta propulsiva al decreto che taglia i costi della benzina e del gasolio. Ieri, infatti, è stato pubblicato il decreto in Gazzetta Ufficiale e così la riduzione delle accise sui carburanti entra in vigore già da oggi (e non da domani come previsto fino a ieri mattina).

Il decreto, approvato dal Consiglio dei ministri di venerdì scorso, prevede un taglio delle accise pari a 25 centesimi, a cui aggiungere l’Iva al 22%.

Questo porta uno sconto totale alla pompa pari a 30 centesimi di euro per benzina e gasolio.

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L’aumento dei costi di gas, elettricità e benzina è una delle conseguenze più evidenti per famiglie e imprese italiane della guerra in atto in Ucraina.

I governi nazionali e l’Unione europea hanno deciso, dunque, di correre ai ripari. Ma se sul fronte dei rincari della benzina una decisione – il taglio di 25 centesimi sul costo di un litro di verde e diesel – è stata già presa (sebbene non sia ancora entrata in vigore), sul fronte del caro-bollette di luce e gas bisognerà aspettare.

Perché in questo caso la decisione, qualunque essa sia, dovrà essere comunitaria da parte di tutta Europa. Il premier Mario Draghi sta già scaldando i motori in vista del consiglio europeo (il summit dei capi di stato e di governo dell’Unione) che si terrà tra giovedì 24 e venerdì 25 marzo.

Sul tavolo, il quinto pacchetto di sanzioni contro la Russia ma anche l’eventualità di applicare un pacchetto di aiuti a imprese e famiglie per contrastare il rincaro di gas e luce.

Benzina e gasolio, quando entra in vigore il taglio di 25 centesimi?

Per quanto riguarda il costo della benzina e del diesel, la decisione è stata già presa: grazie al taglio delle accise, un litro alla pompa costerà 25 centesimi in meno.

Affinché la decisione entri in vigore, però, bisogna risolvere un paio di questioni. La prima, il prelievo sugli extra-profitti delle imprese energetiche, con cui Palazzo Chigi vuole finanziare il taglio delle accise ma che così come è stato presentato non piace affatto a Confindustria.

La seconda questione, più generale, riguarda tutto il lavoro tecnico che i ministeri coinvolti stanno effettuando per limare il decreto sulle parti relative alla copertura finanziaria (e non solo) affinché possa essere “bollinato” dalla Ragioneria generale dello Stato e poi firmato dal presidente della Repubblica.

Ad ogni modo, il taglio del costo di benzina e gasolio non entrerà in vigore prima di mercoledì 23 ma non sono da escludersi ulteriori slittamenti.

Taglio delle bollette di gas e luce, occhi puntati su Roma e Bruxelles

Sulla questione delle bollette astronomiche di gas e luce il governo italiano sta lavorando su due fronti. 

Il primo, quello interno, con il tentativo – così come per la benzina – di tassare gli extraprofitti delle aziende che esercitano la produzione o la vendita di elettricità o gas. 

Quelle aziende, cioè, che hanno generato un maggior guadagno dall’aumento dei costi dell’elettricità senza però vedere aumentati i propri costi.

La norma uscita dallo scorso Consiglio dei ministri, però, è piuttosto generale. Si parla di un “contributo straordinario” che però non piace a Confindustria che ne ha chiesto la modifica e che ha paventato un’ipotetica incostituzionalità della norma.

Il secondo fronte su cui sta lavorando Palazzo Chigi è quello europeo. Mario Draghi porterà al tavolo del consiglio di giovedì e venerdì la proposta di porre un tetto o al prezzo del gas e di sganciare il prezzo di quest’ultimo dalle rinnovabili. 

L’idea è quella di porre un tetto anche alto che però sia in grado di mettere un freno al fenomeno della speculazione sul mercato. Inoltre Draghi vorrebbe proporre la creazione di un fondo compensativo in grado di mitigare i costi dell’energia per i Paesi più alla crisi energetica.

 

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