La sofferenza gratuita dei tori pagata da tutti noi. Un altro motivo per cui è necessaria una vera riforma della Politica agricola comune (Pac).

In Spagna è considerata una vera e propria tradizione, tanto da diventare spesso anche un emblema identitario dei partiti di destra in ogni campagna elettorale. Eppure la corrida non solo è un’attività retriva e vergognosa per la sofferenza gratuita inflitta ai tori, ma è addirittura finanziata dai soldi di tutti i cittadini europei. Con il meccanismo della Politica agricola comune (Pac), infatti, gli allevatori che forniscono i tori per le corride ricevono ogni anno circa 200 milioni di euro.

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Già nel 2015, sulla spinta dei movimenti animalisti, gli europarlamentari avevano votato a favore del blocco dei fondi per gli allevatori coinvolti direttamente nella tauromachia. Quasi sette anni dopo, però, è cambiato molto poco. Ogni riforma radicale della Politica agricola comune si rivela ogni volta più difficile e le leggi, in questo senso, sono molto vaghe. Come spiega il Guardian, non ci sono norme che prevedono il finanziamento degli allevatori che forniscono i tori per le corride, ma nemmeno norme che lo vietano espressamente. Dal 2003 a oggi, i sussidi agricoli hanno sempre riguardato l’estensione delle fattorie e degli allevamenti e non la destinazione finale di tutti i prodotti.

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I Verdi europei, nel 2020, avevano proposto un emendamento per riformare in tal senso la Pac, ma era stato respinto dalla Commissione europea e dal Consiglio Ue. Intanto, però, i sussidi continuano a garantire al settore di restare in salute, nonostante un evidente declino della popolarità della corrida negli ultimi anni e le perdite dovute al Covid. Tra Spagna, Francia e Portogallo ci sono un migliaio di allevamenti dove vengono cresciuti tori destinati alla corrida. E gli stessi allevatori, oltre a parlare di tradizioni e indotto economico, provano anche un improbabile greenwashing: “Abbiamo un impatto ambientale molto limitato rispetto ad altri allevamenti, come quelli di pecore o maiali. E la morte dei tori nella corrida è molto più rapida e indolore di quella negli allevamenti per la produzione di carne“.

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