Dal drone a infrarossi alla mappa satellitare della Nasa, ecco i migliori strumenti per il monitoraggio ambientale in chiave anti-incendio. Il video

L’Italia e l’Europa continuano a bruciare in questa torrida estate. Così come bruciano le grandi foreste del mondo. Se in alcuni casi – nelle grandi foreste del Pianeta – si tratta di incendi naturali e sui quali l’essere umano può e deve far poco, in altri casi, come quelli del Bel Paese – i roghi hanno spesso una natura dolosa e, quando appiccati nelle vicinanze di centri abitati, possono diventare assai pericolosi.

Per questo da diverso tempo sono attivi sistemi di monitoraggio ambientale in chiave anti-incendio. Un esempio è l’E-Flame, sviluppato da Elimos che è in grado di rilevare a 360 gradi focolai di soli 2 metri a oltre 4 chilometri di distanza.

O ancora, l’avveniristico drone a infrarossi – tutto Made in Italy – che alimentato a energia solare può volare per ore su boschi e foreste e individuare anche roghi di piccolissime dimensioni.

Strumenti utili per combattere gli incendi localmente. Ma per comprendere l’impatto e le dimensioni degli incendi su tutto il Pianeta esiste uno strumento assai utile. Si tratta della mappa degli incendi in tempo reale creata dalla Nasa.

Nome ufficiale: Fire Information for Resource Management System. Che mostra, in simultanea, gli Hotspot termici registrati da MODIS e VIIRS nelle ultime 48 ore, con una risoluzione spaziale di 1 km.

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