Roma

Roma, la fase due dei trasporti: piste ciclabili, car sharing e mezzi pubblici a ingressi limitati

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In una intervista a TeleAmbiente Pietro Calabrese, l’Assessore alla Città in Movimento di Roma Capitale spiega come sarà gestita questa nuova era dei trasporti urbani post Coronavirus.


A Roma e in tutta Italia è iniziata la fase due, con la riapertura graduale di attività e negozi e il conseguente aumento di persone che ogni giorno dovranno spostarsi per lavoro o per altre necessità. Questo naturalmente dovrà comportare un diverso modo di gestire il trasporto pubblico, che dovrà sia rispettare le norme di distanziamento necessarie per proteggersi dal contagio, sia garantire ai milioni di persone che si muovono in bus, metro e tram di potersi spostare in tempo senza dover essere costretti a prendere l’auto.

“Sarà necessaria una rivalutazione totale del sistema dei trasporti pubblici” spiega Pietro Calabrese, Assessore alla Città in Movimento di Roma Capitale, “soprattutto in una città come Roma che muove ogni giorno più di un milione di persone tra mezzi pubblici to private“.

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Il primo obiettivo è il potenziamento in tutta la città della rete ciclabile, in modo tale da offrire quanto più possibile una modalità integrata rispetto ai collegamenti su ferro. Parliamo comunque di una possibilità per quelle persone che vorranno cominciare a utilizzare questa infrastruttura per i brevi tragitti. Non stiamo dicendo di utilizzare queste ciclabili per attraversare la città, per andare a lavorare e fare decine di chilometri al giorno ma si possono utilizzare questi rami per raggiungere le fermate della metro e degli autobus e quindi poi seguire il tragitto fino al luogo di lavoro.”

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“Per quanto riguarda i tempi” spiega Calabrese “al momento realizziamo circa 2/3 chilometri al giorno, quindi contiamo entro l’anno di raggiungere i 150 km di pista decisi con la prima delibera, ma io conto di andare oltre quella cifra. Siamo partiti con l’idea di creare un “effetto rete” per queste piste ciclabili, raggiungendo poi in seguito anche le periferie più estreme della capitale. Questo è un cambiamento importante, un cambiamento che era previsto in uno scenario a 10 anni, diciamo che questa emergenza ci ha costretto ad anticipare i tempi, e forse è l’unica cosa positiva di tutta questa situazione.”

Per il car sharing ci sono state delle segnalazioni da parte degli operatori che sono al momento in grossa sofferenza. Stiamo lavorando per arrivare all’azzeramento del canone, e al potenziamento del servizio di car sharing soprattutto verso i luoghi di scambio periferici. Ovviamente a causa di questo periodo emergenziale le proposte dovevano arrivare entro il primo maggio ma non sono arrivate.Chiaro che se riusciamo ad arrivare all’azzeramento del canone questo consentirà ai gestori un potenziamento del servizio, soprattutto in periferia.”

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“Parlando della situazione dei trasporti c’è da considerare un aspetto iniziale: in questi primi giorni a partire da lunedì abbiamo visto che rispetto ai dati di trasporto  del 24 marzo l’aumento che c’è stato lunedì 4 è stato leggermente superiore, ma parliamo del 24 marzo, quando eravamo  già in piena emergenza e i cittadini erano già stati invitati a rimanere a casa, quindi gli spostamenti erano drasticamente diminuiti.”

Siamo comunque nell’ordine di un 10-15% in più rispetto a quello che è stato il trasporto durante la fase 1, trasporto che siamo riusciti a organizzare grazie alla possibilità di calibrare la domanda sia grazie alla modalità di lavoro a smart working sia per quello che riguarda la differenziazione gli orari di apertura delle varie attività, andando a spalmare l’orario di punta in un arco di tempo più dilatato. Ciò ci ha concesso ovviamente di poter offrire il servizio al meglio rispetto a quello che è comunque un invarianza legata al rispetto del distanziamento minimo.”

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Siamo comunque molto soddisfatti di questi primi giorni, siamo riusciti a reggere grazie anche all’aumento dei controlli, ma la cosa che ci ha dato più soddisfazione è il fatto che abbiamo visto molte molte biciclette in giro, molte persone soprattutto in centro che fanno gli ultimi tratti di strada per andare al proprio posto di lavoro a piedi o in bicicletta. Questo è quello che serve perché magari questo periodo ci potrà portare a  cambiamenti di attitudine tali da ottenere benefici dal punto di vista ambientale ma anche della salute personale.”

 

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