Plastica. Dalle multinazionali solo false soluzioni sull’inquinamento da plastica.

Ad evidenziarlo, il report di Greenpeace “Il Pianeta usa e getta. Le false soluzioni delle multinazionali alla crisi dell’inquinamento da plastica”.

Nel report infatti, viene evidenziato come “la sostituzione della plastica con materiali alternativi, non meno impattanti sul Pianeta come la carta e le plastiche biodegradabili e compostabili, e i crescenti investimenti nello sviluppo di nuovi sistemi di riciclo tutt’altro che efficaci, non sono soluzioni efficaci per risolvere il problema dell’inquinamento da plastica”.

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“Le soluzioni promosse dalle grandi aziende degli alimenti e delle bevande – spiega la Ong – non riducendo a monte la produzione di packaging usa e getta, consentiranno di perpetuare un modello di business e di consumo insostenibile per l’ambiente”.

Per risolvere il problema dell’inquinamento da plastica, “le grandi aziende devono ridurre drasticamente la produzione di usa e getta, investendo in sistemi di consegna dei prodotti basati sul riuso e sulla ricarica e che non prevedano il ricorso a packaging monouso”.

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Sostituire la plastica con la carta “potrebbe generare enormi pressioni sulle foreste del Pianeta, ecosistemi a elevata biodiversità e fondamentali nella lotta al cambiamento climatico. E anche il passaggio a plastiche biodegradabili e compostabili ha un impatto importante, perché si tratta di materiali provenienti da colture agricole”.

Inoltre, il report “evidenzia come l’industria delle fonti fossili stia reindirizzando parte dei propri investimenti nella produzione di plastica che, secondo stime recenti, aumenterà del 40% nei prossimi dieci anni arrivando ad essere responsabile del 20% del consumo mondiale di petrolio. Entro la fine del 2019, inoltre, la produzione di plastica e il suo incenerimento raggiungerà, a livello mondiale, una quantità di emissioni di anidride carbonica pari a quelle di
189 centrali elettriche a carbone con conseguenze importanti anche sul clima”.

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