Maiali uccisi a bastonate nei mattatoi thailandesi IMMAGINI CHOC

I diritti degli animali sono praticamente sconosciuti nella maggior parte della Thailandia e milioni di maiali muoiono nel dolore. L’articolo contiene immagini forti che potrebbero urtare la vostra sensibilità.

In Thailandia sui giornali sono comparse foto di lavoratori a petto nudo che uccidono maiali a bastonate in un mattatoio. A farle circolare una recente campagna animalista che cerca di denunciare queste pratiche barbariche. Le immagini dei massacri sono state prese da alcuni fotografi sotto copertura e poi ripestate dal The Guardian, immagini che mostrano tutte le crudeltà a cui questi animali sono sottoposti prima di venire uccisi.

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Nonostante la Thailandia abbia specifiche linee guida per la macellazione – regole che richiedono che gli animali vengano uccisi “senza farli soffrire ” – queste sono praticamente ignorate da tutti i  macelli piccoli e medi della nazione, secondo quanto denunciato dagli animalisti.

“Il popolo Thailandese non è consapevole di queste pratiche disumane con cui vengono uccisi gli animali.” – dice l’attivista locale Wadchara Pumpradit – “Gli animali da fattoria nascono per essere uccisi per il cibo e la gente non prende in considerazione che le loro necessità e i loro diritti debbano essere rispettati”. Nonostante il governo Thailandese svolge corsi di formazione sulla “macellazione compassionevole”, le leggi e le regolamentazioni non sono monitorate quando si tratta di produttori di livello medio basso. “Il sistema di monitoraggio di queste attività deve essere rinforzato. Come possiamo essere sicuri che mattatoi autorizzati stiano rispettando la legge se poi non vengono sorvegliati?”, afferma Pumpradit.

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Il maiale è uno degli ingredienti principali delle ricette Thai, dalla cucina casalinga ai ristoranti più prestigiosi. In media 18 milioni di maiali vengono allevati da produttori di varie grandezze, dai più piccoli alle multinazionali, in un giro d’affari che è valutato 3,5 miliardi di dollari.

In un mattatoio in una zona centrale della Thailandia, dove vengono macellati 500 maiali al giorno, la fotografa Jo – Anne McArthur ha recentemente documentato tutto il procedimento dall’arrivo degli animali tramite camion. La giornalista ha poi seguito il processo di macello, dove vengono prima abbattuti con una grossa mazza di legno, poi dissanguati tramite taglio alla gola e infine trascinati in una vasca di acqua bollente.

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Questi metodi irregolari dall’inizio alla fine sono l’esempio di quello che succede in tutti i macelli piccoli e medi del paese, ha dichiarato Kate Blaszak della World Animal Protection (WAP). “Il trasporto in gabbia è un metodo comune di trasporto nel sud est asiatico. Di solito gli animali arrivano azzoppati, disidratati, esausti e gravemente bruciati dal sole quando vengono trasportati durante il giorno, spesso da stato a stato” ha detto Blaszak.

“Poi gli animali vengono brutalmente scaricati, presi a calci e a bastonate per renderli incoscienti prima di venire uccisi tramite dissanguamento. Ma le bastonate non riescono a stordire i maiali. La forza e la velocità degli esseri umani non riesce a stordirli. Semplicemente questo metodo causa solo danni e dolore ai maiali senza essere minimamente efficace”. Le foto della McArthur sottolineano le necessità di regolamentazioni e sorveglianza sui macelli nelle zone in cui le pratiche inumane sono la “routine”, come la Cambogia, l’Indonesia, il Laos ,il Myanmar e il Vietnam.

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La Thailandia ha approvato nel 2014 la sua prima legge sulla salvaguardia degli animali, includendo animali da compagnia, da lavoro e anche quelli allevati per il cibo, però tenendo fuori gli animali uccisi per gli sport tradizionali e per ragioni religiose.

Nel 2015 una donna è stata la prima a essere condannata per questa legge, dopo aver tirato il chihuahua della vicina dal quinto piano di un appartamento a Bangkok. L’ incidente ha causato una seria indignazione sui social media del paese, ma in una nazione famosa per i traffici illegali di animali e per le tigri e gli elefanti tenuti in gabbia per puri scopi pubblicitari, il concetto di cosa costituisce crudeltà sugli animali è chiaramente poco chiaro.

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