Incendi boschivi, in Italia il rischio è alto ma ce la caviamo meglio dei nostri vicini

L’esperto Luca Tonarelli a TeleAmbiente: “Bisognerebbe puntare maggiormente sulla prevenzione e sulla gestione del territorio per combattere gli incendi boschivi in Italia”

L’estate – in Italia, e più in generale nell’area Mediterranea – è la stagione degli incendi boschivi. Quest’anno, complici le alte temperature degli scorsi giorni (che aumenteranno ulteriormente nelle prossime ore) e l’ondata di siccità che ha colpito il nostro Paese dall’inizio dell’anno, l’allerta sugli incendi boschivi in tutte le regioni italiane è altissime.

Cos’è che rende il nostro Paese così esposto a questo fenomeno?

“L’Italia fa parte di regioni mediterranee e quindi di un clima mediterraneo. Il fatto di essere soggetto al fenomeno degli incendi boschivi è insito nel tipo di vegetazione e nel clima che abbiamo”, ha spiegato in una video intervista a TeleAmbiente Luca Tonarelli, direttore tecnico del centro di addestramento anti-incendi boschivi della Regione Toscana. 

Ma l’Italia non sta messa peggio di altri Paesi dell’area. Anzi. “Il rischio in Italia è sì un rischio alto, ma ci sono Paesi che hanno fenomeni molto più vasti del nostro a causa delle grandi continuità di bosco che questi Paesi hanno rispetto all’Italia”, spiega Tonarelli

Ad essere colpiti da incendi boschivi sono soprattutto le pinete, perché altamente resinose, e la macchia mediterranea per la presenza di olii essenziali altamente infiammabili. Questo da sempre. Eppure negli ultimi decenni è aumentato il numero e l’intensità degli incendi boschivi.

“I cambiamenti climatici in primis ma anche la gestione del territorio, e mi riferisco prevalentemente all’abbandono progressivo delle aree agricole allo spopolamento della montagna, fanno sì che il bosco ri-colonizzi queste aree e quindi si crei quella continuità che è l’elemento predisponente per i grandi incendi boschivi”, spiega l’esperto. 

Inoltre in Italia ci incendi sono aumentati di intensità. E questo, secondo Tonarelli, dipendeoltre che dai cambiamenti climatici anche dalla qualità dei nostri boschi. Spesso, questi vivono in uno stato di scarsa gestione”. 

Le soluzioni sul tavolo sono due: la prevenzione e la lotta attiva agli incendi boschivi. Ma con incendi sempre più numerosi e potenti l’Italia deve fare i conti con una rivalutazione della propria strategia.

Spiega Tonarelli che la condizione dei boschi e “le ondate di calore con temperature altissime e bassa umidità” che diventano sempre più frequenti portano gli incendi boschivi fuori dalla capacità di estinzione dei sistemi di lotta e quindi la lotta convenzionale coi mezzi aerei non basta più. Ecco perché è necessaria una migliore gestione del territorio e prevenzione”. 

 

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