Home Clima Siccità, ecco i collettori che catturano la nebbia e la trasformano in...

Siccità, ecco i collettori che catturano la nebbia e la trasformano in acqua potabile

collettori di nebbia contro la siccità

Quella dei collettori di nebbia che prelevano acqua potabile dall’aria è una tecnologia già in funzione in diverse zone del mondo. Potrà rappresentare una soluzione al problema siccità? 

Un terzo dell’Italia – quella settentrionale – è in emergenza siccità. Un altro terzo – il Centro Italia – è in allarme. E il Sud del Paese guarda con apprensione a ciò che sta succedendo sul fronte idrico temendo di dover affrontare presto la stessa situazione

La fotografia dell’Italia degli ultimi giorni non è delle più rassicuranti. Ma a combattere contro la siccità e la desertificazione – due delle conseguenze della crisi climatica in corso sul nostro Pianeta – non è solo il Bel Paese.

Tanto che diversi scienziati, università e enti di ricerca mondiali stanno analizzando metodi di ingegneria climatica che possano aiutare l’umanità a combattere il problema dell’assenza di acqua che nei prossimi anni diventerà sempre più importante.

Una delle soluzioni prese in considerazione, tra gli altri, dalle Nazioni Unite nel report “Unconventional Water Resources” (“Risorse idriche non convenzionali”) è quella di catturare la nebbia e trasformarla in acqua.

I collettori di nebbia contro la siccità

Quella dei collettori di nebbia è una tecnologia già utilizzata in diverse parti del mondo che permette di raccogliere l’acqua che normalmente si trova nell’aria sotto forma di gas e trasformarla in forma liquida.

Nell’atmosfera ci sono circa 13 mila chilometri cubi di vapore acqueo. Una quantità davvero impressionante. Ma ciò che è importante sapere è che un solo chilometro cubo di vapore acque trasformato in forma liquida sarebbe sufficiente a riempire circa 400 mila piscine olimpioniche.

Sebbene questa tecnologia sia già in uso, non è possibile pensare a estrazioni tanto consistenti da risolvere il problema siccità in un intero Paese. Ciò che invece si può fare (e già si fa) è provare a portare l’acqua in questo modo nei villaggi in cui non c’è.

I collettori di nebbia in Marocco

Un esempio fortunato è quello della Ong Water Foundation – che combatte siccità e desertificazione in diversi Paesi del mondo – che ha commissionato alla tedesca Aqualonis GmbH la costruzione in un villaggio in Marocco di un grande parco con 30 collettori di nebbia.

Il luogo scelto per la costruzione dell’impianto è stato il monte Boutmezguida. Qui la nebbia non manca mai.

Grazie a una rete infrastrutturale, l’acqua raccolta sotto forma gassosa sulla montagna marocchina e poi trasformata in forma liquida, viene trasportata in 16 diversi villaggi dove l’acqua spesso manca.

Nei giorni in cui l’acqua manca in gran parte del nord Italia, il Po è in secca e si teme per l’approvvigionamento idrico delle colture, viene da chiedersi quale ruolo potrà avere questa tecnologia se (come pare) fenomeni siccitosi come quello in corso si ripresenteranno ancora in futuro.

Di sicuro non saranno i collettori di nebbia a risolvere il problema siccità in Italia o nel mondo. Ma potranno fare la loro parte in un programma strategico di adattamento ai cambiamenti climatici che – ora come non mai – è diventato urgente adottare.

Articolo precedenteIn Sardegna record di “non ammessi” alla Maturità 2022: l’8,3% dei candidati
Articolo successivoLa Sardegna continua a bruciare: altri 11 incendi nelle ultime ore