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Nel nostro Paese condizioni sempre più drammatiche, mentre il vicepresidente della Commissione Ue lancia un monito: “La scienza è molto chiara”.

L’Italia sempre più in crisi per la siccità. Il caldo abbondantemente sopra la media stagionale e l’assenza di precipitazioni, in realtà iniziata già nello scorso inverno, rischiano di causare danni economici incalcolabili per famiglie e imprese. A rischio l’agricoltura, l’allevamento e anche le centrali idroelettriche del Nord. Il problema, anche se la situazione più drammatica è quella del Po, riguarda tutta l’Italia.

 

Il più grande fiume d’Italia è irriconoscibile: in secca, impossibile da navigare e a rischio di salinizzazione per la risalita dell’acqua marina che potrebbe causare nuovi danni alle coltivazioni. Oggi c’è stato un primo incontro tra le Regioni e la Protezione civile per definire i primi dettagli operativi, ma serviranno nuovi vertici per decidere il da farsi.

 

Il problema è strutturale e ora iniziano ad accorgersene tutti. Le precipitazioni scarse dei mesi invernali hanno causato il prosciugamento di fiumi e laghi, con il rischio di razionamenti idrici in gran parte d’Italia e danni incalcolabili per l’economia. Il caldo torrido e la siccità che hanno colpito il nostro Paese sono uno degli esempi utilizzati da Frans Timmermans sugli effetti del cambiamento climatico.

 

Il vicepresidente della Commissione europea e commissario Ue per il clima ha citato anche la grandine in Croazia e la ‘gota’ in Spagna. “La scienza è molto chiara: i cambiamenti climatici mettono a rischio la sicurezza alimentare. Si pensi allo stato del suolo e al declino degli impollinatori da cui dipende l’80% delle nostre culture” – ha spiegato Timmermans – “La guerra in Ucraina ha impatti profondi anche sul Green Deal ma non può essere una scusa per rallentare la transizione energetica, la tutela della biodiversità, la strategia Farm-to-fork. Il clima e la biodiversità ci stanno guardando in faccia e ogni cittadino dell’Ue lo sperimenta quotidianamente. Se non agiamo ora, quando?“.

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