Con il ritorno del Covid in Cina è tornata anche la pratica di ammazzare gli animali domestici di chi si trova in quarantena. La politica di tolleranza zero di Pechino fa discutere

I proprietari di cani, gatti e altri animali domestici in Cina sono terrorizzati dall’idea di contrarre il Covid. Perché nel Paese è ormai consolidata la regola per cui gli animali di chi risulta essere positivo e quindi viene messo in quarantena devono essere uccisi. 

Sebbene non esistano prove della trasmissione del virus da un animale all’uomo, il governo di Pechino ha deciso di agire in questo modo per evitare ogni minimo rischio. 

La decisione di uccidere cani e gatti delle persone positive al coronavirus non è nuova ma con il nuovo focolaio di Shanghai la pratica è tornata tristemente in voga, come denuncia il quotidiano di Hong Kong South China Morning Post.

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Cina, operatori covid uccidono cani per strada

Dalla metropoli cinese arrivano notizie terribili. A volte accompagnate da immagini. In un video pubblicato sui social cinesi – che poi ha fatto il giro del mondo – si vede un lavoratore in tuta bianca, la tipica divisa degli operatori sanitari anti-Covid, aggredire per strada il cane di un uomo risultato positivo al virus. 

La persona in tuta bianca picchia ripetutamente il cane fino a provocargli la morte.

Non è il primo video di questo tipo a essere messo in rete per criticare, seppur indirettamente, le decisioni del governo di Pechino. Già lo scorso novembre fece scalpore il video girato da una telecamera di sorveglianza interna a una abitazione di Shangrao, nella provincia di Jiangxi.

Nelle immagini si vedono due persone con una tuta bianca e un nastro azzurro  che fanno irruzione con un piede di porco all’interno della casa di una donna risultata positiva al virus e messa in quarantena di un hotel.

In casa c’era solo un cane di piccola taglia. Era lui l’obiettivo delle persone in tuta bianca. Nel video si vede una delle due persone colpire col piede di porco alla testa il cane, provocandone la morte.

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Cina, critiche contro la politica di tolleranza zero sul Covid

Intanto si fanno sempre più aspre le critiche contro la decisione del governo di Pechino di portare avanti la sua politica di tolleranza zero nei confronti del virus.

Secondo i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie, il rischio che gli animali diffondano il Covid-19 agli esseri umani è considerato estremamente basso. Ma la risposta dei portavoce degli operatori sanitari cinesi è di tutt’altro tenore.

Non esistendo una cura al virus per gli animali – è la loro teoria – l’eutanasia è l’unica soluzione fattibile al momento.

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