Commercio illegale di tigri, WWF: “In 22 anni 3.377 sequestri in 50 Paesi”

Secondo il Rapporto “Pelle e Ossa” del programma “WWF Traffic”, la tigre è a serio rischio di estinzione. Gli ambientalisti: “Restano appena 4.500 esemplari liberi in natura”. 

Bracconaggio, commercio illegale e distruzione degli habitat stanno continuando a sterminare la popolazione di tigri in tutto il mondo. A lanciare l’ennesimo allarme è stato il Rapporto “Pelle e Ossa” del programma “WWF Traffic“. Secondo il documento, ben 3.377 tigri sono state confiscate in 50 Paesi – come India, Cina e Indonesia – tra gennaio 2000 e giugno 2022. Ovvero una media di 150 sequestri all’anno. Una vera e propria mattanza, insomma, perché i signori della giungla prima vengono catturati, poi imprigionati in gabbie fatiscenti, infine venduti per essere uccisi.

Il Rapporto ha sottolineato perfino che oltre 2.313 persone sono state arrestate perché sospettate di commercio illegale di tigri.

E così questi grandi felini sono a serio rischio di estinzione. Se all’inizio del Novecento la scienza aveva stimato i predatori in almeno 100mila esemplari, oggi se ne contano appena 4.500 liberi in natura. Proprio per questo, mentre alcuni Paesi stanno cercando di tutelare gli animali spesso senza successo, il WWF ha lanciato la campagna “A Natale mettici il cuore” per adottare una tigre, strappandola a morte certa.

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