PFAS, arriva la videoinchiesta sulla grande contaminazione del Veneto

PFAS. Videoinchiesta sulla vicenda della grande contaminazione del Veneto. L’autore: Andrea Tommasi, giornalista trentino. Il titolo: “PFAS. Quando le mamme si incazzano”. Al centro le vicende dei protagonisti, le Mamme NoPfas e poi interviste a tutti gli attori coinvolti, tra cui l’Arpa, la Procura di Vicenza e  il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che nel video specifica: il danno stimato di 136,8 mln non è quello complessivo. 

Un videoinchiesta sulla vicenda PFAS, una delle più grandi contaminazioni ambientali mai avvenute in Italia. L’autore è il giornalista trentino Andrea Tommasi. La videoinchiesta arriva dopo un anno di analisi, approfondimenti, e interviste. Tra gli intervistati anche il  ministro dell’ Ambiente,  Sergio Costa, il procuratore capo Antonio Capellari, l’Arpa Veneto, la procura di Vicenza, le associazioni dei cittadini e naturalmente le mamme.

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LE MAMME PFAS
Sono le mamme dei bambini che si sono ammalati a causa dell’acqua proveniente dalla falda acquifera contaminata dalle sostanze le vere protagoniste della videoinchiesta. Sono le Mamme NoPfas, un comitato che da anni lotta per ottenere provvedimenti e giustizia dalle istituzioni, a tutti i livelli, fino a Bruxelles. E a loro è dedicato il titolo: “PFAS. Quando le mamme si incazzano”.

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DANNO DI 136,8 MILIONI DI EURO
La videoinchiesta ripercorre le tappe di come sia stato possibile che una falda acquifera grande quanto il lago di Garda sia stata inquinata per decenni. Anteponendo il profitto a breve termine alla salute di alcune centinaia di migliaia di persone.
Tre le province coinvolte nella contaminazione: Vicenza, Padova, Verona, con un danno stimato di 136, 8 milioni di euro.

Ma come precisa il ministro dell’Ambiente Costa, nella stessa videoinchiesta, non si tratta dell’ammontare del complessivo danno ambientale, ma solo del costo di ripristino della situazione dnneggiata.”136, 8 milioni di euro sono i costi collegati non tanto al danno ambientale, ma al ripristino della situazione danneggiata. Perché c’è un altro conteggio ulteriore che si sta approntando che è quello del danno ambientale nella sua configurazione che sarà molto probabilmente, per non dire sicuramente, ben piu alta dei 136,8″.

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IL CAPO DELLA PROCURA
Tra gli intervistati il capo della Procura di Vicenza, Antonio Cappellari che ammette:  “Abbiamo accettato un inquinamento imponente che è durato parecchi decenni”.

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COSA SONO I PFAS
I Pfas sono
 Sostanze Perfluoro Alchiliche (acidi perfluoroacrilici),  una famiglia di composti chimici utilizzata prevalentemente in campo industriale. Caratterizzati da una particolare stabilità termica che li rende resistenti ai principali processi naturali di degradazione, i Pfas sono stati usati, a partire dagli anni Cinquanta i PFAS, nella filiera di concia delle pelli, nel trattamento dei tappeti, nella produzione di carta e cartone per uso alimentare, per rivestire le padelle antiaderenti e nella produzione di abbigliamento tecnico, in particolare per le loro caratteristiche oleo e idrorepellenti, ossia di impermeabilizzazione.

LA CONTAMINAZIONE IN VENETO
La contaminazione  da Pfas
, delle tre province venete è avvenuta attraverso la contaminazione della sotterranea inquinata dagli scarti industriali dell’azienda Miteni, che da Trissino, in provincia di Vicenza, per decenni ha scaricato nella fognatura i suoi scarti contenenti tali sostanze.  I Pfas hanno contaminato le acque e i terreni, finendo nell’organismo di migliaia di persone.

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LA SITUAZIONE OGGI
Oggi
, i gestori delle acque pubbliche installano filtri speciali per cercare di bloccare queste sostanze. Ma la popolazione non ha più fiducia e nell’area rossa, epicentro del disastro, nessuno si fida più a bere, cucinare o lavarsi i denti attingendo dal rubinetto.

CONTRIBUTI
La videoinchiesta comprende i contributi di attori e cantanti come Anna Bonaiuto, Maria Grazia Cucinotta, Michele Placido e Michele Zarrillo, che si sono prestati volentieri alla causa delle Mamme No Pfas. La prima proiezione si è tenuta a Lonigo, nel cuore dell’area rossa.

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