PFAS nel sangue, raddoppiato il numero di veneti avvelenati

PFAS. Su 16.400 cittadini veneti controllati dalla Regione sono stati riscontrati elevati valori di PFAS presenti nel sangue e alterazioni della pressione arteriosa o degli esami bioumorali. Ora si passerà agli approfondimenti.  A luglio i cittadini veneti contaminati erano 7.716. Oggi sono raddoppiati.

In Veneto, i controlli avviati dalla Regione sulla popolazione esposta all’inquinamento da Pfas hanno riscontrato nel sangue di 16.400 cittadini,  la presenza di elevati valori di sostanze perfluoro alchiliche (PFAS), alterazioni della pressione arteriosa o degli esami bioumorali.  Il dato arriva dall’ultimo bollettino prodotto dalla Direzione Regionale Prevenzione, Sicurezza Alimentare e Veterinaria della Regione Veneto: il nono Rapporto sul Piano di Sorveglianza Sanitaria sulla Popolazione esposta all’inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche (PFAS).
I 16.400 cittadini sono solo il 65% di quelli finora esaminati: 25.288 persone.
La Regione ha avviato i controlli alla fine del 2016, intendendo sottoporvi 90 mila cittadini compresi tra i 14 e i 65 anni e residenti nei trenta Comuni limitrofi a Trissino, luogo da cui è partita la contaminazione di Pfas.
La contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche, Pfas, che ha interessato  la falda che scorre al di sotto di un area corrispondente alle province di VicenzaPadova e Verona, proviene dagli scarti industriali dell’azienda Miteni, che da Trissino, in provincia di Vicenza, per decenni ha scaricato nella fognatura i suoi scarti contenenti tali sostanze.  I Pfas sono finiti hanno contaminato le acque e i terreni, finendo nell’organismo di migliaia di persone.
Sotto inchiesta i manager e i direttori tecnici delle ultime gestioni, per il danno ambientale causato. La procura di Vicenza sostiene che fossero a conoscenza dello sversamento chimico. Intanto dei 90 mila abitanti dell’area, per i quali la Regione aveva avviato l’attività di screening, sono stati raggiunti dall’invito  poco più della metà: 47.213. Di questi, il 60% ha risposto alla chiamata e al momento sono disponibili gli esiti di 25.288 esami condotti su altrettante persone. Di questi, il 65% (16.400) è risultato interessato da problematiche associate alla contaminazione da Pfas. A loro la Regione ha offrirà gratuitamente un percorso di approfondimento di secondo livello.

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Il Rapporto della Direzione Prevenzione della Regione  conferma, come già osservato nelle precedenti rilevazioni, che sono 4 i composti rinvenuti in più del 50% della popolazione monitorata: si tratta di PFOA, PFOS, PFHxS e PFNA.
Le concentrazioni nel siero risultano aumentare con il passare del tempo trascorso nell’area identificata.
Tra gli adolescenti e gli adulti, si osservano concentrazioni sieriche di PFOA, PFOS e PFHxS significativamente più elevate nei maschi rispetto alle femmine, e nei residenti dell’, Area Rossa A rispetto a quelli dell’Area Rossa B. 
Per quanto riguarda gli esami bioumorali, si evidenzia che il colesterolo risulta essere il parametro con più valori “fuori norma” e tale percentuale aumenta all’aumentare dell’età. Intanto è  in fase avanzata l’invito ai ragazzini nati nel 2003 (convocato il 45,7% di loro) e di quelli in età pediatrica nati nel 2008 (83% di convocazioni già effettuate) e nel 2009 (30%).
 Area Rossa “A” e Area Rossa “B”, sono due aree individuate in base all’intensità dell’inquinamento.
L’Area Rossa A comprende i Comuni serviti da acquedotti inquinati prima dell’applicazione dei filtri e localizzati sopra il plume di contaminazione della falda sotterranea. Si tratta di Alonte, Asigliano, Brendola, Cologna Veneta, Lonigo, Montagnana, Noventa Vicentina, Pojana Maggiore, Pressana, Roveredo di Guà, Sarego, Zimella e Orgiano.
L’Area Rossa B comprende i Comuni serviti da acquedotti inquinati prima dell’applicazione dei filtri, ma esterni al plume di contaminazione della falda sotterranea. Si tratta di Albaredo d’Adige, Arcole, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant’Anna, Legnago, Minerbe, Terrazzo, Veronella, Agugliaro (interessato in parte), Borgo Veneto (interessato in parte), Casale di Scodosia (interessato in parte), Lozzo Atestino (interessato in parte), Megliadino San Vitale (interessato in parte), Merlara (interessato in parte), Urbana e Val Liona (interessato in parte).

 

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