SCANDALO PFAS IN VENETO, ALLA CAMERA IL VIDEO DENUNCIA AI MINISTRI UE

PFAS. 30 famiglie. Una per ogni Ministro dell’Ambiente Europeo.

Un video per testimoniare cosa significa vivere con la consapevolezza di avere sostanze tossiche nel sangue, assunte attraverso l’alimento primo e fondamentale: l’acqua.

Un modo per sensibilizzare i Ministri dell’Ambiente dei 28 Paesi dell’Unione Europea in vista dell’incontro di questo mese al Parlamento Europeo, per discutere, fra le varie tematiche, anche della rifusione della Direttiva Europea concernente la qualità dell’acqua destinata al consumo umano.
Con questo video, presentato alla Camera dei Deputati, le Mamme No Pfas, chiedono ai deputati e al Ministro Costa un coraggioso e doveroso intervento normativo nazionale che regolamenti le sostanze perfluoroalchiliche, senza aspettare che tali norme vengano imposte dall’Europa.

L’attuale versione della Direttiva sulle Acque per il consumo umano redatta a livello comunitario – spiegano in conferenza stampa – non garantisce e protegge la salute e l’ambiente: i limiti posti per i composti perfluoroalchilici a catena lunga sono molto più elevati di quelli della Regione Veneto e per i Pfas a catena corta non viene posta soglia alcuna.

“La mancanza di limiti nazionali ha creato un buco normativo che ha permesso che questo disastro ambientale accadesse a norma di legge – hanno affermato le Mamme No Pfas – l’adulterazione dell’acqua è già reato in Italia quello che manca è la correlazione tra inquinamento e patologie. I limiti a zero pfas saranno l’unica scelta possibile per garantire l’innocuitá di queste sostanze. Questa – sottolineano – è un’emergenza sanitaria senza precedenti in Italia, e lo Stato ha il dovere di proteggere la popolazione per prevenire queste situazioni. Da due anni chiediamo che siano posti dei limiti nazionali e il Ministro Costa, nell’incontro con i gruppi No Pfas del Veneto dell’ 11 settembre 2018, li aveva promessi davanti a vari gruppi e associazioni. La regione Veneto li ha stabiliti nel 2017. L’Italia, che nella Regione Veneto ha potuto toccare con mano la preoccupante pericolosità di queste sostanze, dovrebbe aver già provveduto a fissare i suoi limiti nazionali, diventando esempio credibile per le altre nazioni europee. Ovviamente – concludono – i limiti che chiediamo sono pari a ZERO perché un limite diverso implica che continueremo giorno dopo giorno ad accumulare queste sostanze di sintesi nel sangue e nei tessuti che il nostro corpo scambia per ormoni e possono causare tante patologie correlate”.

Pfas nell’acqua vuole dire veleno, contaminazione, rischi per la salute – ha spiegato  Sara Cunial, deputata del MoVimento 5 Stelle in Commissione Agricoltura – ciò che è accaduto in Veneto è stato uno scandalo: uno dei più controversi casi di inquinamento delle acque che si è consumato sotto gli occhi dei cittadini e a discapito della loro salute, circondato da un silenzio assordante delle istituzioni”.

“Vogliamo mostrare e spiegare a gran voce ai cittadini e alla stampa cosa ha significato per queste persone vivere nella cosiddetta “area rossa”, la più vasta zona europea contaminata da Pfas – ha concluso Cunial – il documento, girato da trenta famiglie venete, residenti tra Padova, Vicenza e Verona sarà mostrato durante la conferenza a cui parteciperà anche il Ministro dell’Ambiente e altri parlamentari del MoVimento 5 Stelle che hanno seguito in prima persona tutta la vicenda”.

 

Cosa sono i PFAS?

I PFAS sono composti che, a partire dagli anni cinquanta, si sono diffusi in tutto il mondo, utilizzati per rendere resistenti ai grassi e all’acqua tessuti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti ma anche per la produzione di pellicole fotografiche, schiume antincendio, detergenti per la casa.
Come conseguenza dell’estensiva produzione e uso dei PFAS e delle loro caratteristiche chimiche questi composti sono stati rilevati in concentrazioni significative nell’ambiente e negli organismi viventi.
Nel 2006 l’Unione Europea ha introdotto restrizioni all’uso del PFOS, una delle molecole più diffuse tra i PFAS, da applicarsi a cura degli Stati membri. Per le acque potabili non sono ancora definiti e non esistono limiti di concentrazione nella normativa nazionale ed europea; la Regione del Veneto ha recepito le indicazioni del Ministero della Salute sui livelli di performance da raggiungere nelle aree interessate da inquinamento da composti fluorurati.

(Visited 68 times, 1 visits today)

Leggi anche

Diretta Live