Pfas, l’Ue ne vieta 200. Una buona notizia? Solo in parte, dal momento che migliaia di sostanze nocive utilizzate in agricoltura (e non solo) restano consentite.

Pfas: l’Unione europea ha deciso di vietare, gradualmente e a partira da febbraio 2023, 200 diverse sostanze. Una restrizione che segue, di pochi anni, le proposte dell’Agenzia svedese per le sostanze chimiche (KEemi) e dell’Agenzia tedesca per l’ambiente (Uba). Da un lato si tratta di una buona notizia, perché per la prima volta l’Ue mette al bando diverse sostanze chimiche nocive. Dall’altro, però, restano consentite dalle leggi europee oltre mille sostanze Pfas.

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Come riporta Il Salvagente, tra le 200 sostanze che saranno vietate dall’Ue ci sono sei diversi Pfas a catena lunga (dove le molecole consistono tra nove e 14 atomi di carboni fluorurato). Vengono però sottovalutati i rischi per la salute dei Pfas a catena corta, come denuncia Anna Lennquist, tossicologa senior di ChemSec: “I Pfas a catena lunga si accumulano nell’organismo, ma quelli a catena a corta sono ugualmente problematici, perché si concentrano nelle fonti d’acqua e non possono essere catturati, rendendo impossibile la purificazione“.

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I Pfas sono prodotti chimici artificiali, largamente utilizzati in diversi settori industrali grazie alla loro capacità di respingere grasso, acqua e sporco. Al momento, si stima che nell’industria siano oltre cinquemila le diverse sostanze di questo tipo utilizzate. La maggiore criticità dei Pfas è il lunghissimo tempo di decomposizione e per questo vengono soprannominati ‘prodotti chimici per sempre’.

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In molti casi, poi, i Pfas sono sostanze tossiche, legate a vari tipi di cancro, infertilità, abbassamento del peso alla nascita ed effetti negativi sul sistema immunitario. In Svezia, un tribunale ha stabilito che i livelli elevati di Pfas nell’organismo possono essere legalmente equiparati al reato di lesioni personali.

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