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PAPA FRANCESCO INVITA 1300 POVERI A TEATRO PER VEDERE IL GIUDIZIO UNIVERSALE

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Papa Francesco. Biglietto alla mano, sguardo acceso dalla curiosita’, 1300 tra poveri, senzatetto,

profughi ed anche alcuni carcerati della citta’ si sono messi in fila questo pomeriggio per assistere, all’Auditorium di via della Conciliazione, allo spettacolo teatrale il “Giudizio Universale” sulla storia della Cappella Sistina di Michelangelo.

Un regalo del Papa, “suo personale”, ha tenuto a precisare l’Elemosiniere pontificio, il cardinale Konrad Krajweski, che ha gestito insieme alla produzione Artainment Worldwide shows, che ha messo a disposizione i biglietti, l’ultimo dono del Pontefice ai piu’ disagiati della Capitale, dopo che gia’ nel 2015 aveva voluto per loro una visita speciale ai Musei vaticani.

Don Corrado, come tutti i senzatetto che ben lo conoscono lo chiamano, accoglie gli ospiti nel foyer e con i giornalisti limita le parole perche’ vuole lasciare spazio alle loro voci. Ma oltre a far sapere che il Papa ha personalmente voluto l’iniziativa, una sola altra cosa vuole chiarire: “Non e’ elemosina”. In effetti, per i poveri che partecipano e’ l’occasione di vivere un giorno di straordinaria normalita’.

“Sono molto curioso di vedere lo spettacolo, ringrazio il Papa”, dice all’ingresso, Giancarlo, piemontese che nonostante 34 anni di contribuiti alle spalle era scivolato nella vita di strada fino a che, proprio grazie a don Corrado, ha avuto un posto in un dormitorio e ora anche un lavoro da volontario.

“E’ l’occasione anche per noi di partecipare a un evento di successo”. Assieme a lui entrano alcuni profughi, un ragazzo africano che vive alla stazione Termini, delle signore anziane.

Ci sono anche quelli che non vogliono essere avvicinati. “Molti non amano essere identificati come senzatetto”, spiega Carlo Santoro, volontario della Comunita’ di Sant’Egidio che dall’84 assiste i clochard della citta’ e in particolare quelli della zona di San Pietro. “L’intendimento del Papa – osserva l’operatore che tra le altre cose si occupa di provvedere ai funerali dei senzatetto – e’ quella di affermare che anche i poveri hanno un’anima e come tutti noi hanno diritto a divertirsi, a dei momenti culturali”.

Santoro e’ un osservatore diretto della realta’ dei clochard: “A novembre sono morte gia’ 12 persone per il freddo o per cause correlate al freddo. Pensiamo a quelli che hanno acceso il fuoco per riscaldarsi. Rispetto a queste persone che vivono ai margini e’ facile dire che non accettano l’aiuto o un posto in un dormitorio ma in realta’ non e’ cosi’, sia perche’ i posti disponibili sono sempre assai limitati, sia perche’ non sempre sono posti raggiungibili”.

“Il sogno dei poveri – aggiunge – non e’ il dormitorio, e’ avere una casa, una stabilita’. Per esempio Nereo, non tutti sapevano che era in attesa di una casa popolare. Per noi e’ importante conoscere i poveri ad uno ad uno, per nome, per provare a toglierli dalla strada, perche’ se ti conoscono piu’ spesso accettano anche il posto in un ricovero”.

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