Inquinamento

Microfibre, quanto inquinano? Come ridurne la diffusione tramite innovazione e ricerca

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Paradossalmente lavare i nostri abiti, con l’intenzione di pulirli, sporca le nostre acque e compromette il nostro ecosistema e la nostra salute. Planet Care e Cora Ball sono due soluzioni innovative alla portata di tutti per ridurre la diffusione di microfibre dannose.

Prima di parlare di microfibre e capire il perché, a dispetto della loro dimensione, costituiscono un problema per l’ambiente e la nostra salute, è necessario fare una prima distinzione tra tre tipologie di fibre tessili: naturali, artificiali e sintetiche.

Tipologie di fibre: quali inquinano di più?

Quelle naturali, come suggerisce il nome, sono fibre che si ottengono da fonti naturali, le più diffuse sono il cotone ed il lino ma ve ne sono molte altre. Le possiamo considerare le fibre “buone” per la loro capacità di biodegradarsi con facilità.

Le fibre artificiali si ottengono da materie prime naturali (cellulosa, proteine di origine vegetale, ecc.) ma vengono successivamente trattate con sostanze chimiche in modo da renderle più resistenti e vicine alle caratteristiche di quelle sintetiche. Tra le più diffuse fibre appartenenti a questa tipologia ricordiamo la viscosa.

Infine abbiamo le fibre sintetiche che prendono il loro nome dal fatto che, per poterle ottenere, è necessario sintetizzarle partendo dal petrolio o da altre sostanze minerali. Sono molto diffuse per due motivazioni: è economico produrle ed i capi ottenuti sono caratterizzati da resistenza, elasticità ed aderenza. Tra le più utilizzate ricordiamo poliestere, acrilico, elastan, nylon e neoprene.

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Sia le fibre artificiali che quelle sintetiche sono inquinanti, ma il contributo al fenomeno delle microplastiche nei nostri mari, fiumi ed oceani è attribuibile alle fibre sintetiche, poiché si stabilizzano e rimangono negli ambienti per molto tempo.

Come fermare l’inquinamento legato alle fibre sintetiche?

Abbiamo reso le fibre sintetiche protagoniste di questo problema perché la maggior parte dei capi di abbigliamento che produciamo, compriamo e laviamo sono composti da queste fibre. Paradossalmente lavare i nostri abiti con l’intenzione di pulirli sporca le nostre acque con pesanti ripercussioni sull’ambiente e la nostra salute!

Come ormai ampiamente dimostrato, il fenomeno non può più essere ignorato, inevitabilmente le microplastiche, dopo aver invaso il nostro ecosistema, sono entrate nella nostra catena alimentare ed iniziamo a registrare la loro presenza nel nostro organismo, in quantità dannose per la nostra salute.

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Ogni problema porta con sé anche delle soluzioni, o nel frattempo di una risoluzione definitiva viene creato un sistema che possa aiutare a contrastare il fenomeno, riducendolo. È il caso di menzionare a tal proposito due prodotti interessanti Planet Care e Cora ball.

Planet Care è un filtro dotato di cartucce riutilizzabili che catturano le microfibre, e si applica direttamente allo scarico della propria lavatrice. Inoltre l’azienda mette a disposizione dei clienti un servizio di rimozione e smaltimento delle fibre dalle cartucce utilizzate per permetterne il riutilizzo. Secondo l’azienda il sistema ha un’efficacia del 90%.

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Cora Ball è una palla dal design innovativo che viene inserita nel cestello della lavatrice insieme ai nostri abiti. Grazie alla sua particolare forma, viene replicata la funzionalità del corallo presente in natura, al quale il design si ispira, cioè lo scorrere dell’acqua tra i suoi steli permette di raccogliere le microplastiche. E’ stato dimostrato che oltre ad impedire il fluire delle microfibre nello scarico riduce anche lo spargimento complessivo.

 

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Entrambe le soluzioni pensate da queste due aziende nascono dalla mancata presenza sul mercato di lavatrici con filtri in grado di fermare anche i più piccoli pezzettini di fibra, anche se con i prodotti di ultima generazione si sta cercando di evolversi in tal senso.

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In attesa di una risoluzione definitiva i consigli sono:

  • Acquistare capi tenendo in considerazione l’impatto ambientale della loro composizione, prediligendo le fibre naturali;
  • Fare lavaggi brevi e a basse temperature e con carichi alti;
  • Tenersi aggiornati sulle soluzioni proposte per ridurre il problema in mancanza di tecnologie che possano risolverlo.

Può sembrare banale ma il contributo di ognuno di noi per fronteggiare le sfide ambientali, attuali e future, viaggia sui binari della ricerca e dello sviluppo di tecnologie che riducano la nostra impronta ecologica e sulla nostra capacità di responsabilizzarci nelle scelte di consumo, avendo il coraggio di cambiare le abitudini rivelatesi dannose.

Se non vogliamo appellarci all’ambiente ed alla nostra “green soul” almeno aggrappiamoci al mero principio della conservazione della specie per trovare soluzioni.

Di Barbara Lincesso

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