Il Consiglio di Stato ha autorizzato la prosecuzione del progetto Light Up delle Università di Torino e di Parma, comprendente una fase di sperimentazione su macachi. La ricerca era stato oggetto di una battaglia legale avviato dalla Lega Anti-Vivisezione (Lav).

La sperimentazione sui macachi, oggetto di una battaglia legale avviato dalla Lega Anti-Vivisezione (Lav), proseguirà. Questa la sentenza del Consiglio di Stato riguardo la prosecuzione del progetto Light Up delle Università di Torino e di Parma.

Abbiamo combattuto una battaglia per oltre due anni, contro i giganti favorevoli alla sperimentazione animale. Una lotta con cui abbiamo svelato ciò che accadeva in quei laboratori, per questo studio autorizzato all’Università di Torino, finanziato con fondi europei” – commenta il gruppo animalista. – Oggi non ha perso solo la Lav e gli oltre 440’000 cittadini che hanno aderito alle nostre richieste, ha perso tutta la ricerca, ha perso l’Italia dove si continua a voler difendere una sperimentazione fuorviante, dispendiosa e ancorata al passato, a discapito del diritto e della vita di tutti e dei metodi innovativi di ricerca. Non ci fermeremo qui”

“Si chiude oggi una triste pagina giuridica del nostro Paese che si sarebbe potuta concludere sul nascere anni fa” è il primo commento della scienziata e Senatrice a vita Elena Cattaneo – E’ importante che le ragioni e il rigore delle valutazioni scientifiche proposte dai ricercatori, i professori Marco Tamietto e Luca Bonini, abbiano prevalso sulla propaganda”

“L‘Italia – prosegue Cattaneo – ha riconquistato un prestigioso progetto di ricerca, vincitore di un bando dello European research council (Erc), e i ricercatori la dignità di un lavoro faticoso, difficile, necessario, essenziale per continuare a costruire la speranza di nuove strade di conoscenza e cura. Oggi i supremi giudici amministrativi hanno infatti rigettato definitivamente la richiesta di annullamento dell’autorizzazione del progetto, avanzata dalla Lega anti vivisezione (LAV). In questi mesi – ricorda la professoressa – le associazioni animaliste hanno condotto senza remore una campagna negazionista delle evidenze scientifiche, al pari e con la stessa competenza di quelle antivacciniste e terrapiattiste. Una campagna che, sconfessando il metodo della scienza, ha criminalizzato stimati studiosi e falsificato la realtà, continuando a definire «inutili» i test previsti dallo studio LightUp nonostante fossero stati autorizzati superando tutte le rigorose valutazioni scientifiche ed etiche degli organismi europei e italiani”.

La battaglia della Lav e il progetto Light Up

Dopo un primo ricorso a TAR del Lazio da parte dell’associazione per richiederne sospensione cautelare e il successivo annullamento, con ordinanza del 5 novembre 2019, la richiesta venne respinta. Il gruppo animalista decide così di contestare l’ordinanza del TAR presso il Consiglio di Stato ottenendo la sospensione del progetto.

Il 19 maggio 2020, attraverso la sentenza n.5771, il tribunale amministrativo regionale del Lazio respinse tutte le richieste presentate da LAV contro il progetto. La palla tornò così nuovamente al Consiglio di Stato, sempre su richiesta del gruppo antivivisezione, ottenendo la sospensione della sentenza e di conseguenza del progetto di ricerca stesso.

Ad occuparsi del caso è sempre stata la terza sezione del Consiglio di Stato ed entrambe le Ordinanze, quella del 23 gennaio e del 9 ottobre 2020, riportano la firma del giudice Franco Frattini in qualità di Presidente, ex Ministro degli Esteri, che ha fatto scatenare le polemiche in merito alla sua imparzialità per la sua posizione lapidaria su questo ed altri progetti che coinvolgono gli animali: “Nulla giustifica queste torture, altro che “ricercatori”, evito ogni definizione” ha scritto nel 2019. Polemiche che hanno portato richiesta da parte del deputato Riccardo Magi (+ Europa) di un’azione disciplinare nei confronti del giudice. Il giudice Frattini si era già espresso a favore della Lav su questo stesso ricorso, bloccando di fatto la ricerca Light Up.

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In cosa consiste il progetto Light Up

Lo studio dei professori Marco Tamietto e Luca Bonini dell’università di Torino e di Parma, condotto nell’ambito del progetto Light-Up validato dal Consiglio europeo delle ricerche, ha lo scopo di trovare meccanismi neurali e trattamenti per il recupero visivo in persone che hanno una parziale cecità dovuta a lesioni cerebrali e non dell’occhio. E per farlo, prima di applicare nuove terapie sull’uomo, i ricercatori le testano sugli animali nove esemplari in tutto della specie Macaca mulatta ai quali vengono provocate delle lesioni a un occhio.

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Il 5 giugno 2019 la Lega Anti-Vivesezione- LAV lanciò la a petizione per chiedere al Ministro della Salute Speranza che l’esperimento sul cervello di 6 macachi venisse subito fermato. All’appello hanno risposto in quasi 450 mila persone.

“Da quasi due anni che attraverso la campagna #CIVEDIAMOLIBERI denunciamo il mancato rispetto dei criteri di autorizzazione per questo esperimento: la normativa è ben chiara e il progetto, a nostro parere, se ne discosta in più punti, considerando il protocollo che siamo riusciti ad ottenere dopo mesi e mesi di sollecitazioni e richieste (nonostante la teorica “scienza trasparente”, con riferimento alla ricerca nel nostro Paese).” – dichiara l’associazione- Continuiamo a leggere che non ci sono metodi alternativi all’uso dei macachi, ma non è vero!”

 

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