Brucia ancora la Sicilia, sui Nebrodi e sulle Madonie sono ingenti i danni provocati dagli incendi: decine di animali bruciati vivi, strutture distrutte, terreni devastati. Le due grandi aree boschive, patrimonio naturalistico protetto, sono devastate.

La Sicilia continua ad essere devastata dalle fiamme. Decine di animali bruciati vivi, strutture distrutte, ingenti i danni provocati sui Nebrodi e sulle Madonie. Le più colpite sono le aziende zootecniche che hanno perduto mucche, capre e ovini ma anche mezzi. 

Alla paura di molti residenti che hanno dovuto abbandonare le case, si unisce la disperazione di tanti allevatori che in tutta fretta hanno dovuto organizzare questa notte l’apertura delle stalle e di vie di fuga per gli animali, intrappolati dalle fiamme. I più colpiti sono gli allevamenti di Gangi e San Mauro Castelverde, nel Palermitano. Particolarmente drammatica è la situazione di Castel di Lucio. Il fuoco ha attaccato il costone che sovrasta il paese, aziende zootecniche e abitazioni. Numerose case sono state evacuate. In tutta l’area interessata dagli incendi si è formata una densa coltre di fumo visibile fino a Capo d’Orlando che rende più problematici gli interventi dei canadair.

 

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Il parco delle Madonie è un’area di biodiversità e ospita la più grande sughereta della Sicilia, ora minacciata dalle fiamme, e i frassini di Pollina e Castelbuono che producono la manna.

Oggi alla Camera informativa urgente del ministro Cingolani sugli incendi che hanno colpito il nostro Paese in queste ultime settimane.

Sardegna, Toscana, Sicilia, Abruzzo, Calabria sono state divorate dalle fiamme: ettari di boschi andati perduti, case in fiamme, interi comuni aggrediti dal fuoco, migliaia di persone in fuga.

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“Le immagini che abbiamo visto in questi giorni sono veramente devastanti. E dobbiamo essere veramente grati ai nostri vigili del fuoco, ai volontari, a tutto il sistema della Protezione civile che è intervenuto“. Così in un post su Facebook il vicepresidente della Camera Ettore Rosato (IV). “Oggi – prosegue – siamo sicuramente più vulnerabili che in passato, ma va detto che spesso si tratta di Incendi di origini dolosa. Dobbiamo lavorare sulla prevenzione con un’adeguata manutenzione e il monitoraggio del territorio, possibile, come ha ricordato il ministro Cingolani, anche grazie alle nuove tecnologie e ai progetti di sviluppo del Pnrr. E dobbiamo subito aiutare chi ha subito danni per poter rapidamente ripartire“.

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