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GASDOTTO TAP, UN’OPERA “INUTILMENTE STRATEGICA” CHE TRUMP VUOLE

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Gasdotto Tap. “L’ Italia è perfettamente consapevole che il Tap è un’ opera strategica e che “può dare un contributo alla decarbonizzazione che è nel programma di Governo” – afferma il premier Giuseppe Conte al termine del summit a Washington con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dal quale arriva un netto invito a realizzare l’opera: “il gasdotto Tap vorrei vederlo completato e spero che questo avverrà e che completerete il gasdotto”.

Il premier italiano ammette però la preoccupazione delle comunità locali e assicura che “incontrerà personalmente i sindaci per contemperare le varie esigenze”, ma Trump insiste: “voglio un qualcosa di competitivo e spero il primo ministro riuscirà a farlo e a completarlo”.

“Siamo d’accordo sulla necessità di una diversificazione delle rotte dell’energia” – replica Conte.

Dichiarazioni che oltre a rendere più precario l’equilibrio tra le due anime del Governo sulla questione, agitano i sindaci contrari all’infrastruttura che ricordano il successo elettorale dei pentastellati nel Tacco d’Italia e dicono di sentirsi “traditi” dai pentastellati.

“In riva a questo mare, nel nostro punto più bello, dove dovrebbe approdare il gasdotto Tap che arriva dall’Asia, vorrei incontrare il vicepremier Di Maio per chiedergli: perchè ci state tradendo così?“.

Sono le parole di Marco Potì, sindaco di Meledugno, che dalle pagine di Repubblica invita a non cedere agli Stati Uniti: “se si vuole bene al proprio paese, bisogna avere il coraggio di dire di no. Ricordiamoci di Sigonella”.

Per il sindaco no Tap, sono almeno tre i motivi per cui non si dovrebbe realizzare l’opera:

  • è inutile – dice Potì – quel gas non serve a niente, coprirebbe il 2% del consumo
    europeo”.
  • è pericoloso: hanno appena sequestrato pozzi con metalli pesanti che qualche mese fa, prima dell’inizio dei lavori, non c’erano”.
  • è un’opera antieconomica: saremo noi contribuenti a pagare le infrastrutture che porteranno il gas da qui al Nord”.

Sull’apertura verso le comunità locali del premier Conte e sul possibile cambio dell’approdo, interviene anche il Governatore della Puglia Michele Emiliano: “spero che queste soluzioni che il Pd aveva in mano da 3 anni non siano utilizzate o almeno spero. Sarebbe una beffa se queste intuizioni che il Pd pugliese aveva avuto tre anni fa, adesso vengano utilizzate da altro governo, perchè il nostro non ha mai voluto saperne. Questo da un lato mi fa contento, perchè risolveremmo il problema, ma dall’altro come militante del Pd, che crede al partito democratico, mi darebbe una grande sofferenza.”

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