Ilva. I miglioramenti sul piano ambientale ed occupazionale dell’Ilva, per il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, non sono ancora “soddisfacenti”.

“Il futuro – spiega Di Maio – è legato a due cose”: da una parte, se la gara non è fatta a regola d’arte, non può essere portata avanti e va ritirata se l’Avvocatura dello Stato dovesse ritenere che si rischia di non tutelare l’interesse generale dei cittadini.

Dall’altra parte, davanti a tempi stringenti e all’incertezza sul lavoro del precedente Governo, vanno portati avanti i tavoli con i sindacati e con ArcelorMittal.

Ma “qui c’è un’altra follia – aggiunge il ministro del Lavoro – quello di prima, il precedente ministro dello Sviluppo economico, ha firmato in gran segreto l’accordo per far entrare Mittal nello stabilimento, in cui c’è scritto che ci saranno 3 mila persone che vanno in mezzo ad una strada”.

Al tavolo con Di Maio, ArcelorMittal ha presentato una serie di impegni addizionali per l’ambiente, dall’accelerazione sul completamento della copertura dei parchi alla riduzione delle emissioni di Co2.

Proposte – hanno spiegato i vertici del colosso dell’acciaio – che “superano di gran lunga” i termini del contratto del 2017 e che rappresentano i “migliori e definitivi” dell’azienda.  Con essi – sottolineano – si garantisce un “futuro sostenibile” all’Ilva, ma su cui gioca il fattore tempo: “l’elemento critico e’ l’attuazione”.

Ma le proposte ambientali di Arcelor non convincono nemmeno altri partecipanti al tavolo, dal Governatore della Puglia Michele Emiliano (per il quale si tratta di un “piccolo passo avanti assolutamente insufficiente”) alle associazioni ambientaliste.

 

Di seguito i principali impegni aggiuntivi sul tema ambientale: 

– Anticipato a giugno 2020 il completamento della copertura dei parchi: in particolare, la copertura di quelli a carbone ora è prevista entro giugno 2020 (almeno 13 mesi prima del previsto), quello dei parchi di minerale ferroso entro gennaio 2020 (con almeno 18 mesi di anticipo rispetto al piano).

– ArcelorMittal si impegna a raggiungere entro il 2023 una riduzione delle emissioni di CO2 per tonnellata di acciaio liquido, pari al 15% rispetto ai dati del 2017.

– Il gruppo continuerà a rispettare il limite massimo di produzione di 8 milioni di tonnellate di acciaio liquido dopo il termine del piano di risanamento ambientale e industriale (che termina nel 2023), a condizione che qualsiasi ulteriore aumento dei livelli di produzione venga raggiunto attraverso l’applicazione di processi di produzione a basse emissioni di carbonio (come il gas naturale);
– ArcelorMittal garantirà che le prestazioni ambientali di Ilva saranno conformi alla normativa ambientale italiana ed Europea e tra le migliori di qualsiasi impianto integrato di acciaio operativo in Europa, attraverso l’attuazione delle misure di protezione ambientale stabilite nel DPCM 2017 e oltre;
– Verranno inoltre accelerati sia gli investimenti sia il successivo avvio di un nuovo centro di Ricerca e Sviluppo, del valore di 10 milioni di euro a Taranto, dedicato all’identificazione di nuove tecnologie produttive a minor impatto ambientale.

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