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Fridays For Future, a Roma maxi corteo nei giorni del G20: “Da governi ancora false soluzioni”

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Il movimento ambientalista ispirato da Greta Thumberg Friday for future sta organizzando per sabato 30 ottobre una grande manifestazione mondiale per ricordare ai grandi del mondo riuniti in quei giorni a Roma per il G20 che quella ambientale è ormai un’emergenza globale.

Doppia manifestazione dei Fridays for future prevista a Roma nel weekend tra il 29 e il 31 ottobre. Come ogni venerdì, infatti, anche venerdì 29 ottobre i ragazzi e le ragazze del movimento ambientalista ispirato dagli scioperi dell’attivista Greta Thunberg scenderanno in piazza a Roma e in altre centinaia di città in tutto il mondo per urlare che sulle questioni ambientali non c’è più tempo da perdere.

Ma il giorno successivo, sabato 30, a Roma ci sarà una seconda manifestazione. In un comunicato gli attivisti fanno sapere che quel sabato organizzeranno, insieme ad altri gruppi e altre associazioni, un corteo generale in occasione dei lavori del G20 che si terranno nella Capitale sabato e domenica e che vedranno la partecipazione in presenza, tra gli altri, del presidente degli Stati Uniti Joe Biden.

Molti dei partecipanti al G20 di Roma si rivedranno subito dopo a Glasgow per la Cop26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà nel Regno Unito dal 31 ottobre al 12 novembre 2021. Un’occasione importante, dunque, per portare le rivendicazioni del movimento alle orecchie dei grandi della terra dopo il Youth4Climate del settembre scorso a Milano.

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Come sempre il movimento ambientalista ha le idee chiare e nel comunicato che annuncia la grande manifestazione mondiale di sabato 30 ottobre a Roma scrive: “Alla preCOP 26 a Milano i leader mondiali hanno detto di ascoltarci, ma la crisi climatica e ambientale continua a non essere trattata come un’emergenza. Stando agli obiettivi dei governi, le emissioni globali aumenteranno del 16% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2010, secondo il rapporto dell’UN Climate Change. Questo mette il mondo rovinosamente fuori strada dal raggiungere l’obiettivo dell’accordo di Parigi di mantenere il riscaldamento globale a 1,5°C”.

“Per questo – conclude il comunicato – vogliamo azioni immediate e alla Cop26 i governi del mondo devono rispettare le loro promesse, per difendere le condizioni di vita attuali e future e i nostri sistemi di supporto vitale. Facciamo particolare pressione perché non sia lasciato indietro nessuno, in particolare i più emarginati. Gli stati ricchi e più responsabili storicamente delle emissioni hanno il dovere morale di agire immediatamente”.

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