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Disastro Ethiopian, chiuso lo spazio aereo italiano ai Boeing 737-800 max

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Disastro Ethiopian. Anche l’Europa (Italia compresa), come Regno Unito, Cina, Argentina e Australia ha deciso di chiudere lo spazio aereo ai Boeing 737-800 Max dopo il disastro Ethiopian che ha causato la morte dell’equipaggio e di tutti i 157 passeggeri.

Resistono invece gli Stati Uniti, che hanno però chiesto alla compagnia produttrice (con sede a Chicago) di aggiornare il software di quel modello di aereo, indiziato principale per l’incidente di domenica.

L’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, ha comunicato che dalle ore 21.00 del 12 marzo 2019, “visto il perdurare della mancanza di informazioni certe in merito alla dinamica dell’incidente della Ethiopian Airlines, per motivi precauzionali, ha disposto la chiusura dello spazio aereo italiano a tutti i voli commerciali operati con aeromobili Boeing 737 Max 8. In accordo con quanto in corso in Europa, gli aeromobili di questo modello non possono più operare da e per gli aeroporti nazionali fino a nuove comunicazioni”.

L’Ente ha inoltre invitato le compagnie aeree operative “da e per gli aeroporti nazionali e che utilizzano tali velivoli, a riprogrammare i voli cercando di ridurre al minimo i disservizi per i passeggeri, fornendo tutte le informazioni necessarie nel rispetto dei regolamenti comunitari di riferimento”.

“La direttiva di sicurezza rimarrà in vigore fino ad ulteriori comunicazioni, rimaniamo comunque in costante contatto con l’European Aviation Safety Agency (Easa) e le altre agenzie di regolamentazione nel resto del mondo”, conclude la nota dell’agenzia britannica.

Intanto Boeing continua a perdere valore in Borsa: dopo aver lasciato il 5% sul terreno lunedì scorso – con un picco del -12% –  in apertura di seduta anche oggi il titolo è sceso fino ai 370 dollari per azione, registrando un -7,47%.

Cresce di ora in ora, quindi, il fronte dei Paesi che lasciano a terra il nuovo modello della casa di Chicago. Dopo la Cina, l’Indonesia, la Malesia e l’Etiopia, infatti, nella notte l’Australia aveva rotto il fronte comune con gli Usa annunciando la chiusura dello spazio aereo ai Max 800. Anche i vettori europei Norwegian Air e Tui fly hanno stoppato le operazioni con il suddetto modello.

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