Nella cittadina di Carson, in California, il sistema fognario di 60 anni ha ceduto provocando la fuoriuscita di 32 milioni di litri di liquami maleodoranti che hanno invaso strade, spiagge e corsi d’acqua. Fino ad arrivare all’Oceano Pacifico. 

Oltre 32 milioni di litri di liquami hanno inondato un quartiere della città californiana di Carson. Le strade e le spiagge della città della costa ovest degli Stati Uniti sono piene di feci, carta igienica e residui tossici di ogni tipo. Il tutto è accaduto in una parte degli Stati Uniti già colpita da altri disastri ambientali negli scorsi mesi.

Il tutto è iniziato lo scorso giovedì quando il sistema fognario costruito 60 anni fa improvvisamente ha ceduto. I liquami prodotti dai circa 92mila abitanti della cittadina di Carson si sono dunque riversati in strada, sulle spiagge della vicinissima Long Beach e del Canale di Dominguez.
Al momento sono in corso operazioni straordinarie di pulizia. Il pericolo – oltre alla puzza divenuta insopportabile – è che le acque reflue contaminino in maniera troppo elevata i corsi d’acqua e le spiagge della zona.

“Una fuoriuscita di acque reflue di questa portata è pericolosa e inaccettabile, e dobbiamo capire cosa è successo”, ha dichiarato in una nota la leader del Consiglio di Vigilanza della Contea di Los Angeles Janice Hahn. “La recente tempesta – ha continuato – ha indubbiamente contribuito alla fuoriuscita, ma abbiamo bisogno di infrastrutture che non si guastino quando piove”.

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I liquami finiscono nel Canale che “puzza di morte”

È il secondo disastro ambientale in pochi mesi per la cittadina di Carson, che sorge a pochi chilometri da Los Angeles. Il Canale di Dominiguez che scorre proprio affianco alla cittadina, nei mesi scorsi è stato interessato da una stranissima puzza. Tanto forte che i cittadini di Carson l’hanno presto chiamata “la puzza della morte”.
Il motivo era legato a un incendio in un magazzino che affacciava diversi chilometri più a valle proprio sul corso d’acqua. L’incendio avrebbe provocato il rilascio in acqua di diverse tonnellate di idrogeno solforato, un gas dall’odore particolarmente sgradevole.

Il flusso di acque reflue nel canale, dunque, è il secondo disastro ambientale con il quale le autorità cittadine e della contea dovranno fare i conti. Al momento gli sforzi sono tutti concentrati sul blocco totale dei liquami e sulla pulizia di strade e spiagge. Nei prossimi mesi bisognerà calcolare i danni all’ambiente nel tratto di costa interessato dallo sversamento.

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