In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Energia, l’Ue dice sì a gas e nucleare; 2) Porti inquinati, l’Italia è al 3° posto per emissioni di CO2; 3) Aeroporti, entro 2030 zero emissioni con la “Dichiarazione di Tolosa”; 4) Nel 2021, record di casi di influenza aviaria

 

 

In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) Energia, l’Ue dice sì a gas e nucleare: La Commissione Europea ha pubblicato la versione definitiva della cosiddetta tassonomia, l’elenco delle fonti energetiche considerate sostenibili da un punto di vista ambientale. Dopo un dibattito molto acceso, Bruxelles ha deciso di dire il menù presentato a dicembre inserendo anche il nucleare e il gas nell’elenco delle fonti che dovranno portare ad azzerare le emissioni entro il 2050. Un menù non semplice da digerire. L’atomo è sotto accusa per la sicurezza degli impianti e la gestione delle scorie. Il metano viene considerato inappropriato sul fronte della lotta alla CO2. Lo scontro è molto pesante. Sul nucleare i due schieramenti sono guidati dalla Francia che ospita 56 centrali atomiche e dalla Germania che invece ha avviato il progressivo smantellamento delle sue. Il governo italiano è intenzionato ad approvare il regolamento senza modifiche, considerando che non abbiamo centrali nucleari e utilizziamo il gas solo per il 40% del fabbisogno, per l’alta incidenza della produzione idroelettrica. La commissione ha chiarito che comunque ogni Stato potrà scegliere il mix energetico che più preferisce.

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2) Porti inquinati, l’Italia è al 3° posto per emissioni di CO2: L’Italia è il terzo Paese dell’Unione europea per emissioni di CO2 legati al proprio sistema di porti e transiti marittimi. A dirlo è un report dell’organizzazione ambientalista Transport&Environment, che ha stimato le emissioni generate dalla logistica marittima e dalle varie attività delle navi nei porti del Vecchio Continente. Il nostro Paese genera ogni anno 10,4 milioni di tonnellate di emissioni di gas serra. Nonostante questo, però, nel Vecchio Continente l’Italia è superata dai Paesi Bassi – al primo posto con 17,6 milioni di tonnellate di emissioni – e la Spagna – 13,9 milioni di tonnellate. Lo studio mostra che a livello di Paese, il nostro è al primo posto per le emissioni generate dalle attività delle navi nei porti, ovvero le operazioni di carico, scarico e rifornimento delle navi, pari a 165 migliaia di tonnellate. A livello di singoli porti, nella classifica delle emissioni generate dalla attività delle navi nei porti l’Italia compare nella top10, al decimo posto, con il porto di Genova. Mentre per quanto riguarda la classifica generale il nostro Paese non compare.

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3) Aeroporti, entro 2030 zero emissioni con la “Dichiarazione di Tolosa”: Azzerare le emissioni di CO2 entro il 2030. Questo l’obiettivo della “Dichiarazione di Tolosa” alla quale hanno aderito per la prima volta, uniti, i Governi nazionali, le Istituzioni europee, l’industria, 200 aeroporti europei, i sindacati e i principali stakeholder del settore. L’accordo segna un nuovo fondamentale capitolo verso gli obiettivi di decarbonizzazione, a cui da tempo tende il comparto, e rafforza l’impegno degli operatori del trasporto aereo per un futuro a emissioni zero. Gli aeroporti sono stati tra i primi a guidare la sfida della decarbonizzazione dell’aviazione, come dimostra il programma Apple Carbon Accreditation, attivo dal 2009, ideato e promosso da ACI Europe a livello globale. A questo si aggiungono la rivoluzione Net Zero 2050 e l’iniziativa Destination 2050.

Aviaria, boom di casi nel 2021: ora l’allarme riguarda anche l’uomo4) Nel 2021, record di casi di influenza aviaria: Torna l’allarme dell’influenza aviaria. Nel 2021, in tutto il mondo, sono stati rilevati 14 milioni di casi e 61.4 milioni di uccelli morti a causa del virus o abbattuti per limitare la diffusione dell’epidemia. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della salute animale (OIE), nell’ultimo anno, rispetto al 2020, l’aumento dei casi è stato del 462%, quello dei decessi del 150%. Gli scienziati affermano che l’incidenza alle stelle dell’influenza aviaria – che non è da imputare ad un migliore sistema di rilevamento – inevitabilmente aumenta anche il rischio di contagio nell’uomo. Dal 2005 a oggi ci sono stati 2.500 casi di contagio nell’uomo accertati ufficialmente. L’impennata si è confermata anche nel biennio 2020-2021: 2,5 milioni solo nel primo anno, 14 milioni nel secondo. I casi di infezione nell’uomo – spiegano gli esperti – avvengono solitamente in persone che lavorano a stretto contatto con il pollame, ma con l’impennata di casi anche questo rischio circoscritto aumenta. Rischio – sottolineano – che deve essere mitigato.