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Non svendiamoci al TTIP, salute e precauzione ai tempi del Coronavirus

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TTIP. Gli economisti delle Nazioni Unite stimano in almeno mille miliardi di dollari, solo per quest’anno, il danno che il coronavirus sta facendo all’economia mondiale.

Per il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, “questo virus è un flagello per l’economia mondiale. I mercati finanziati sono duramente attaccati dall’incertezza di questo periodo”.

“A fronte dell’emergenza sanitaria da coronavirus – spiega ancora Guterres – la domanda e l’offerta dei consumatori sono in caduta libera. Il rischio di recessione è dunque un problema reale. Il danno economico stimato dagli economisti Onu potrebbe ingigantirsi ulteriormente ed è per questo i governi hanno il compito di cooperare per dare una svolta all’economia”.

Per fare questo – sottolinea Guterres – “sarà necessario assicurare supporti economici mirati a coloro che sono stati colpiti dalla malattia o, più in generale, alle persone che, in questa circostanza, si stanno rivelando le più vulnerabili”.

Proprio su questi dati si basa il nuovo Rapporto della Campagna Stop TTIP Italia , in cui si spiega ancora una volta perché il nuovo ttip e altri accordi commerciali similari stanno indebolendo il principio di precauzione e mettendo a rischio cibo e salute.

A cosa stiamo andando incontro?

“Il trattato transatlantico con gli Stati Uniti in questa versione nuova e ridotta – spiega Monica Di Sisto, vicepresidente dell’associazione Fairwatch e portavoce della Campagna Stop TTIP Italia  – ha essenzialmente un obiettivo che è quello di semplificare i controlli alle dogane ed abbattere alcune delle nostre protezioni: ad esempio, l’esame accurato della pericolosità degli OGM rispetto alla salute e tutta un’altra serie di standard che ci rendono diversi dagli Stati Uniti”.

Di Sisto sottolinea poi come “in queste settimane abbiamo potuto apprezzare come il principio di precauzione, e lo ha detto anche il Ministro della Salute italiano Speranza quando purtroppo ha lanciato lo Stato di Emergenza, è stato chiave per intervenire subito e per darci degli strumenti, anche per tutelare la nostra salute rispetto al commercio, rispetto alle produzioni e purtroppo il nuovo trattato transatlantico va ad attaccare quei meccanismi di controllo”.

“Supportati appunto dalle nuove analisi dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo, che spiega come invece questi controlli sono necessari e come invece le regole del commercio globale in questo momento non stiano funzionando proprio perché non sono a servizio della salute, dei redditi, delle comunità, di una economia sana – aggiunge la portavoce – abbiamo rilanciato la nostra attività perché non vorremmo che in una sorta di operazione di shock economy si rilanciasse questo negoziato dicendo: ‘aiuto, aiuto, siamo in recessione’ e quindi liberalizziamo tutto”.

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Cosa fare allora per proteggere la nostra salute?

“La lezione che dobbiamo imparare – conclude Di Sisto – è che i controlli necessari ce li dobbiamo tenere e ce li dobbiamo tenere stretti perché i nostri meccanismi hanno funzionato, hanno funzionato subito e siamo riusciti quasi subito a mettere in protezione nostra salute. Trump ha aspettato un mese e adesso ha dichiarato lo stato di emergenza e non sappiamo quale sia la vera condizione dei cittadini americani e la salubrità delle loro merci”.

Quella proposta nel documento da Monica Di Sisto è una disamina ragionata sui nessi fra politiche commerciali e rischi per la salute e la sicurezza alimentare.

Il rapporto parte dagli ultimissimi dati delle Nazioni Unite, che disegnano un quadro preoccupante per l’economia mondiale dopo gli impatti del Coronavirus.

Proprio gli esperti dell’UNCTAD (la conferenza ONU per il commercio e lo sviluppo) propongono una decisa revisione del modello economico e commerciale dominante, per tutelare il diritto alla salute dei cittadini ed evitare crisi economiche scatenate dalle pandemie.

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Alla luce di questo quadro politico ed economico, come Stop TTIP Italia chiediamo che:

  • l’Italia ottenga una moratoria di tutti i trattati commerciali in corso da parte UE fino che non si sia fatta una approfondita valutazione dei loro impatti sulla nostra salute, sull’ambiente, sui diritti dei lavoratori e sul mercato interno;
  • che il TTIP venga respinto al mittente, cioè a Donald Trump: negazionista dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici che non sta facendo la sua parte per arginare la diffusione del Coronavirus mentre l’Italia paga in contanti e a caro prezzo la sua scelta interventista e rischia di trovarsi a competere in condizioni di svantaggio con le merci statunitensi sia in Italia, sia nel mercato Europeo, come anche in quello Usa;
  • che la lezione del Coronavirus venga assorbita fino in fondo, e per questo, come indicano autorevoli agenzie delle Nazioni Unite, si traduca in più investimenti in sanità, redditi, coesione sociale e tutela dell’ambiente, e non nell’ennesima occasione di speculazione e svendita del Principio di precauzione e degli standard UE, come nei peggiori paradigmi di shock economy.
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