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Coronavirus, gli americani corrono in massa ad acquistare armi

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Quando il presidente Trump ha annunciato lo stato di emergenza, il popolo americano è corso in massa a svuotare i supermercati, ma non solo. In ogni parte del paese i negozi di armi sono stati presi d’assalto da orde di persone che forse non hanno capito bene come sconfiggere il coronavirus.

Ogni paese ha le sue priorità, e ce se ne accorge principalmente durante le emergenze, sottolineando spesso anche i luoghi comuni. Se gli italiani, una volta iniziata la quarantena, sono corsi a comprare farina e uova, in Olanda ci sono state lunghe file davanti ai coffee shop, mentre in Australia è in corso una vera crisi per la carenza di carta igienica.

Gli americani, fedeli al quinto emendamento fino alla morte, stanno invece assaltando i negozi di armi.

Le vendite di armi e munizioni sono aumentate in tutti gli Stati Uniti, forse per paura di possibili disordini sociali durante la crisi del coronavirus, che stanno spingendo alcuni americani a rivolgersi alle armi da fuoco come una forma di autoprotezione.

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Sulla costa occidentale, lunghe file di clienti fanno la fila fuori dai negozi di armi per fare scorta di materiali mortali. Al negozio di armi Martin B Retting a Culver City, in California, le code si sono protese attorno all’isolato per tutto il fine settimana.

 

Larry Hyatt, proprietario di uno dei più grandi negozi di armi del paese, Hyatt Guns a Charlotte, nella Carolina del Nord, ha detto al Guardian che questa “corsa agli armamenti ” è praticamente senza precedenti. “Questa è solo la seconda volta nei miei 61 anni di attività che abbiamo visto una cosa del genere, ha detto, aggiungendo che la prima occasione è stata la conseguenza dell’omicidio di massa alla scuola elementare Sandy Hook in Connecticut nel 2012.

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Stiamo vivendo una grande corsa all’acquisto di pistole e munizioni perchè le persone sentono il bisogno di proteggere se stesse e le loro famiglie“.

Un importante rivenditore online di munizioni, Ammo.com, ha pubblicato i dati di vendita dal 23 febbraio al 4 marzo, che forniscono un’indicazione dell’entità dell’aumento di acquisti. In quel periodo di 11 giorni le vendite sono aumentate del 68% rispetto agli 11 giorni precedenti al 23 febbraio.

Le vendite sono state particolarmente pronunciate nella Carolina del Nord e in Georgia, che hanno registrato un balzo rispettivamente del 179% e del 169%. Altri stati con forti aumenti sono stati la Pennsylvania, Texas, Florida, Illinois e New York.

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In una dichiarazione, il responsabile marketing di Ammo.com, Alex Horsman, ha spiegato: “Sappiamo che alcune cose influiscono sulle vendite di munizioni, soprattutto eventi politici o instabilità economica o quando le persone sentono che i loro diritti potrebbero finire violati. Questa è la nostra prima esperienza con un virus che porta a un tale aumento delle vendite “.

Oltre all’ansia generale che circonda il coronavirus, alcuni picchi di vendita di armi sembrano avere cause specifiche, molto più tristi. La rivista Trace ha riferito che nello stato di Washington e in California, località in cui si sono manifestati i primi focolai del virus, le vendite di armi sono aumentate per via degli americani asiatici, timorosi di poter affrontare la violenza xenofoba e razzista contro le loro famiglie, paura spinta dal fatto che la Cina è stato il punto di partenza del Covid-19.

Le armi da fuoco sono già il secondo killer di bambini più diffuso negli Stati Uniti dopo gli incidenti d’auto. Nella fascia di età compresa tra 14 e 17 anni, le lesioni da arma da fuoco sono la più alta causa di morte, secondo una ricerca dell’Università del Michigan.

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