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L’ennesimo sgarbo agli Stati Uniti da parte di Putin, che dal 2013 ospita la ‘talpa’ del Datagate.

Dalla Russia l’ennesimo sgarbo agli Stati Uniti: un decreto emesso da Vladimir Putin ha concesso la cittadinanza a Edward Snowden, la ‘talpa’ del Datagate. Il 39enne analista informatico, ex agente della National Security Agency (Nsa) ed ex tecnico della Cia, è in Russia dal 2013, quando era fuggito per scampare ad un mandato di cattura per aver rivelato alcuni documenti sullo spionaggio di massa effettuato da Stati Uniti e Gran Bretagna.

La storia di Snowden

La prima tappa della fuga di Edward Snowden, che lavorava alle Hawaii, fu Hong Kong. L’analista informatico aveva spiegato di aver espresso il suo disagio per le implicazioni etiche di quello spionaggio di massa, ma anche di essere stato ignorato. Da Hong Kong, Snowden aveva iniziato a rivelare i segreti dello spionaggio Usa e fu accusato di furto di proprietà del Governo, comunicazioni non autorizzate di informazioni della difesa nazionale e comunicazione volontaria di informazioni segrete a persone non autorizzate. Quando gli venne revocato il passaporto statunitense, Snowden fuggì in Russia, dove gli era stato concesso asilo.

Edward Snowden, la ‘talpa’

Edward Snowden divenne famoso in tutto il mondo per la rivelazione e la diffusione pubblica di migliaia di documenti secretati dell’Nsa e di vari programmi top-secret di sorveglianza di massa da parte del Governo degli Stati Uniti e della Gran Bretagna. Tra questi, ad esempio, l’intercettazione telefonica Usa-Ue sui metadati delle comunicazioni, il Prism, Tempora e programmi di sorveglianza Internet.

Edward Snowden cittadino russo

Già nel novembre 2020, Edward Snowden aveva spiegato di voler ottenere la cittadinanza russa, mantenendo comunque quella statunitense. L’ex agente dell’Nsa, che vive con la compagna Lindsay Mills e la loro figlia, godeva già di un permesso illimitato di residenza in Russia. Ora Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha confermato la concessione della cittadinanza, su richiesta, a Snowden. E l’avvocato russo dell’informatico, Anatoly Koutcherena, ha anche precisato: “Non ha prestato servizio nell’esercito russo e quindi, secondo la nostra legislazione, non rientra in questa categoria di cittadini che ora sono chiamati alla mobilitazione in Ucraina“.
Anche la compagna di Snowden ha fatto richiesta per la cittadinanza russa, e si attendono novità, mentre la loro figlia ce l’ha già, essendo nata in Russia.

Gli Usa: “Non cambia nulla”

La decisione di Vladimir Putin è l’ennesima provocazione, a livello simbolico e politico, nei confronti degli Stati Uniti e di Joe Biden. Le relazioni tra i due Paesi, a causa della guerra in Ucraina, non sono mai state così tese nel periodo post-sovietico. Ned Price, portavoce del Dipartimento di Stato Usa, ha però commentato in maniera secca e decisa: “Per noi non cambia nulla, continueremo a perseguirlo per la diffusione di informazioni classificate“.

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